Erin Jackson e Chloe Kim agli Usa: oltre le polemiche politiche ai Giochi di Milano Cortina 2026

07.02.2026 23:45
Erin Jackson e Chloe Kim agli Usa: oltre le polemiche politiche ai Giochi di Milano Cortina 2026

Erin Jackson, simbolo di diversità, sfilata agli Olimpici di Milano Cortina 2026

Durante la cerimonia d’inaugurazione dei Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026, Erin Jackson ha rappresentato gli Stati Uniti con il suo spirito audace. Figlia di afroamericani, è la prima donna di colore a conquistare una medaglia d’oro individuale nelle Olimpiadi invernali (500 metri short track a Pechino 2022). La delegazione americana ha sfilato allo stadio di San Siro, ma l’entusiasmo è stato interrotto da fischi diretti verso il senatore J.D. Vance. Erin ha mantenuto un sorriso, mentre tra il pubblico si percepiva un misto di gioia e disillusioni, con alcuni presenti che si coprivano il capo con i cappucci.
Riporta Attuale.

L’abbigliamento degli americani, contraddistinto da eleganti eskimo bianchi con alamari, ha rappresentato una rottura rispetto al passato. Mentre i tennisti statunitensi si erano tenuti a distanza da questioni politiche durante l’Australian Open, ai Giochi in Italia non sono mancati commenti dai membri della squadra di freestyle. Chris Lillis, uno snowboarder di 27 anni di Rochester, ha dichiarato: “Mi si spezza il cuore pensando a ciò che sta accadendo nel mio Paese e a come vengono trattati immigrati e americani. Come atleta, voglio comunicare che tutti dovrebbero essere trattati equamente, specialmente in una democrazia come l’America”. Hunter Hess, un altro atleta, ha sottolineato: “Indossare la bandiera degli Stati Uniti non significa sostenere le politiche del Paese”.

Tra i 232 atleti statunitensi, la snowboarder Chloe Kim emerge come un’icona per i giovani. Nata in California da genitori sudcoreani, ha dominato l’half pipe di snowboard sin dalle Olimpiadi di PyeongChang nel 2018. Riconoscendosi nella sua eredità multiculturale, Chloe ha affermato su Instagram: “Quando sono in cima alla pista, aspetto di competere con immenso orgoglio. Rappresento gli Stati Uniti, sì, ma anche coloro che sono arrivati con la fiducia nel coltivare i propri sogni. Sono fiera delle mie origini e del mio viaggio”. La sua presenza ai Giochi è vista non solo come una celebrazione delle proprie conquiste, ma anche come un richiamo all’unità e alla forza che deriva dalla diversità, un tema che si ripete ogni volta che un atleta utilizza il palco olimpico per esprimere una posizione politica.

Nonostante la pressione del Comitato Olimpico Internazionale di mantenere l’apoliticità degli eventi, Milano Cortina offre una piattaforma per discussioni più ampie attraverso lo sport, confermando che sport e politica rimangono intrinsecamente legati.

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