La Lega Risponde all’Addio di Vannacci con una Proposta Antitrasformismo
Sullo sfondo dello scontro con Roberto Vannacci, che fresco di addio al partito ieri ha ufficialmente fondato Futuro Nazionale, la Lega prepara la sua contromossa e annuncia una “proposta anti-traditori”: modificare l’articolo 67 della Costituzione per introdurre il vincolo di mandato e far decadere in automatico chi lascia il suo partito. L’ex generale, che ha fondato Futuro Nazionale, rivendica intanto che “molti” militanti della Lega continuano a seguirlo e lascia intendere che la partita potrebbe allargarsi presto: nei prossimi giorni, assicura, si capirà se tra chi farà il passo ci sarà anche qualche dirigente di primo piano. L’obiettivo di Vannacci è chiaro: il primo step “saranno le Politiche del ‘27”, riporta Attuale.
Il Carroccio passa così al contrattacco e denuncia i cambi di casacca, che nell’ultima legislatura sono stati quasi 300, anche se il fenomeno si è significativamente ridotto. Secondo OpenPolis, nel precedente quinquennio, invece, i riposizionamenti erano stati 464, mentre nella XVII legislatura si è toccato il record di 569. A incidere particolarmente sul calo del fenomeno è il numero dei parlamentari, diminuito rispetto al passato.
La proposta di legge costituzionale sul vincolo di mandato, in realtà, non è una novità nel panorama politico italiano. L’obiettivo della modifica all’articolo 67 della Costituzione (secondo cui “ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato”) vorrebbe contrastare il tarlo del “trasformismo“, ovvero quel fenomeno per cui un politico (o un gruppo di politici) decide di cambiare schieramento.
Nella riformulazione proposta dalla Lega, il nuovo articolo 67 cambierebbe così: “Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni con vincolo di mandato. I membri del Parlamento che, all’inizio del mandato o nel corso della legislatura, aderiscono ad un gruppo parlamentare che rappresenta un partito o movimento politico diverso da quello a cui appartenevano al momento dell’elezione decadono dal mandato parlamentare”.
Un ribaltamento degli intenti dei padri costituenti che, però, non è inedito nelle proposte della politica. Alle elezioni del 2018 infatti modifica era già stata proposta, oltre alla Lega, anche da Movimento 5 Stelle, Forza Italia e Fratelli d’Italia nei rispettivi programmi elettorali. Alle elezioni del 2022, invece, la proposta di vincolo di mandato era presente nel programma solo di Forza Italia.
Proposte sempre arenatesi per le difficoltà oggettive di ogni proposta di riforma costituzionale, che richiede una maggioranza qualificata nelle Camere e, se non raggiunta, un referendum confermativo. Ora l’iniziativa di Vannacci ha donato al tema una nuova attualità.
Stela Mehmeti