Il governo italiano condanna le manifestazioni contro le Olimpiadi
Milano, 8 febbraio 2026 – La premier Giorgia Meloni ha espresso il suo sostegno alle forze dell’ordine e alla città di Milano in risposta agli scontri avvenuti durante una manifestazione contro le Olimpiadi. “Migliaia e migliaia di italiani in queste ore lavorano perché tutto funzioni durante le Olimpiadi. Tantissimi lo fanno da volontari, perché vogliono che la loro Nazione faccia bella figura, che sia ammirata e rispettata. Poi ci sono loro: i nemici dell’Italia e degli italiani, che manifestano “contro le Olimpiadi”, facendo finire queste immagini sulle televisioni di mezzo mondo. Dopo che altri hanno tranciato i cavi della ferrovia per impedire ai treni di partire. Solidarietà, ancora una volta, alle Forze dell’ordine, alla città di Milano, e a tutti coloro che vedranno il loro lavoro vanificato da queste bande di delinquenti”, riporta Attuale.
Corteo ad alta tensione
Ieri a Milano, decine di manifestanti armati di fumogeni hanno cambiato abiti per evitare di essere identificati, ritornando con volti coperti da passamontagna e occhiali da sole. Questo passaggio ha segnato l’inizio di uno scontro previsto con le forze dell’ordine, rendendo la manifestazione inizialmente pacifica contro le Olimpiadi particolarmente tesa. Alla manifestazione hanno partecipato al massimo 10.000 persone, con presenze anche da Emilia-Romagna, Veneto, Liguria e Piemonte.
Gli scontri al Corvetto
Gli scontri si sono verificati nella zona del Corvetto, quando una frangia di partecipanti, incappucciati e con caschi, si è staccata dal corteo principale per dirigersi verso la tangenziale Est. Bottiglie, petardi e altri oggetti sono stati lanciati contro le forze dell’ordine in tenuta antisommossa. Gli agenti hanno risposto con cariche e idranti per disperdere la folla. La situazione è stata successivamente controllata, consentendo la conclusione della manifestazione in viale Brenta. Questa era la prima manifestazione con significativa presenza di antagonisti dopo gli eventi a Torino contro lo sgombero di Askatasuna; anche a Milano si sono registrati momenti di tensione, sebbene non ci siano stati feriti, solo alcuni contusi tra i manifestanti e sei fermati provenienti da vari centri sociali.