In Aragona le elezioni locali potrebbero segnare una sconfitta per il governo socialista di Sánchez

08.02.2026 14:55
In Aragona le elezioni locali potrebbero segnare una sconfitta per il governo socialista di Sánchez

Elezioni anticipate in Aragona: il Partito Popolare punta alla vittoria

Oggi si svolgono le elezioni anticipate in Aragona, regione del nordest della Spagna, che potrebbero influenzare l’equilibrio politico nazionale. I sondaggi prevedono una chiara vittoria per il Partito Popolare (PP) di centrodestra, accompagnata da un significativo incremento dei voti per l’estrema destra di Vox e una forte battuta d’arresto per il Partito Socialista, al governo con il primo ministro Pedro Sánchez. Le opposizioni si augurano che un buon risultato in Aragona possa segnare una crisi irreversibile per il governo di Sánchez e portare a sue dimissioni anticipate, prima del termine previsto nel 2027, riporta Attuale.

L’Aragona, di dimensioni comparabili alla Svizzera, è caratterizzata da ampie aree rurali e un’economia in crescita, con la capitale Saragozza che è la quinta città della Spagna per numero di abitanti. Dalla legalizzazione del voto nel 1977, chi ha vinto in Aragona ha successivamente trionfato anche a livello nazionale. Attualmente, il governo regionale in carica, sostenuto dal PP e da Vox, è presieduto da Jorge Azcón, che gode di un buon supporto popolare. La chiamata alle urne è stata resa necessaria dal ritiro del sostegno di Vox al governo regionale per divergenze su questioni di immigrazione.

Secondo gli ultimi rilevamenti, il PP, guidato a livello nazionale da Alberto Núñez Feijóo, è atteso a ottenere il 37% dei voti, ma non sufficienti per una maggioranza assoluta. Pertanto, una nuova coalizione con Vox, che si stima raggiungerà il 16-17% dei consensi, appare la soluzione più probabile per formare un governo, con Vox che intende presentarsi come alternativa ai populismi tradizionali.

Tuttavia, Vox ha condotto una campagna di forte contrapposizione al PP, attaccandolo su diverse problematiche, tra cui l’immigrazione e un controverso trattato di libero scambio con i paesi del Mercosur, rappresentando una maggioranza nei sondaggi tra i membri del settore agricolo.

Il Partito Socialista, per contro, si prepara a una delle peggiori performance elettorali della sua storia, con previsioni che parlano di un 23% dei voti e tra 17-18 deputati, il minimo storico. L’ex ministra dell’Istruzione e dello Sport, Pilar Alegría, è a capo della lista socialista, mentre Pedro Sánchez ha intrapreso una campagna attiva per cercare di invertire la rotta. La crisi del governo socialista, scatenata da uno scandalo di corruzione e critiche alla gestione di casi di molestie sessuali, lo pone in netta svantaggio anche in vista delle prossime elezioni in Castilla y León e Andalusia.

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