Trump e il mercato delle grazie: un fenomeno in crescita negli Stati Uniti
Da quando Donald Trump è tornato alla presidenza degli Stati Uniti poco più di un anno fa, ha graziato oltre 1.500 persone, creando un fenomeno che ha assunto contorni imprenditoriali. Gli studi legali e le aziende di lobby hanno iniziato a richiedere pagamenti di centinaia di migliaia, se non milioni di dollari, per contattare persone vicine al presidente nella speranza di ottenere una grazia per i propri clienti: è «un business della grazia su scala industriale», riporta Attuale.
Nel suo primo anno di secondo mandato, Trump ha superato di gran lunga i suoi predecessori nel numero di grazie concesse. Il giorno in cui è tornato in carica ha graziato tutti gli imputati per l’assalto al Congresso del 6 gennaio 2021, messo in atto da alcuni suoi sostenitori nel tentativo di ribaltare le elezioni vinte da Joe Biden. Successivamente, ha concesso altre 87 grazie.
Il potere di grazia del presidente statunitense si estende ben oltre quello del presidente della Repubblica in Italia. Negli Stati Uniti, Trump può graziarsi a chiunque senza giustificazioni e al di fuori di qualsiasi controllo del Congresso o della magistratura. Ha persino concesso una grazia preventiva, come nel caso di Joe Biden, che all’epoca del suo mandato ha protetto determinati individui da possibili azioni legali al ritorno di Trump.
Tradizionalmente, la grazia è utilizzata come strumento di clemenza, con decisioni sottoposte a revisione da parte del dipartimento di Giustizia e del team legale della Casa Bianca. Al contrario, Trump ha cominciato a usarla come uno strumento di potere personale, per ottenere favoritismi e lealtà dai suoi alleati, riducendo quasi a zero i controlli preliminari e basando le sue decisioni su impressioni personali.
Imprenditori e politici condannati hanno rapidamente compreso che per ottenere una grazia dovevano avvicinarsi direttamente a Trump o ai membri della sua famiglia, cercando intermediari. Un caso emblematico è quello di Changpeng Zhao, cofondatore di Binance, condannato nel 2023 per riciclaggio di denaro. Zhao ha assunto un lobbista vicino a Trump Jr. per ottenere un incontro con il presidente, che ha portato rapidamente alla concessione della grazia.
Non è chiaro quanto Zhao e Binance abbiano pagato per questa intervenzione. I documenti federali mostrano che l’azienda ha speso circa 800.000 dollari per lobbisti, con voci anonime che indicano una promessa di 5 milioni di dollari per chi avrebbe facilitato la grazia. Inoltre, Binance ha iniziato una collaborazione con World Liberty Financial, l’azienda di criptovalute associata alla famiglia Trump, accrescendo ulteriormente le possibilità di successo.
Quando Trump è stato interrogato sulle motivazioni dietro la grazia a Zhao, ha dichiarato di non conoscere approfonditamente l’imprenditore, ma di aver sentito che la sua condanna fosse «una caccia alle streghe di Biden», senza peraltro prove a sostegno di tale affermazione.
Un altro caso rilevante è quello di Orlando Hernández, ex presidente dell’Honduras, condannato a 45 anni di carcere negli Stati Uniti per traffico di cocaina. Roger Stone, ex consigliere di Trump, ha giocato un ruolo chiave nella grazia a Hernández, avvenuta in maniera così rapida che nemmeno i collaboratori più vicini di Trump erano stati avvertiti. Trump ha affermato di non conoscere molto di Hernández, ma di essere convinto che «fosse stato trattato molto male».
Studi di casi simili suggeriscono che molti hanno cercato di avvicinarsi a Trump per ottenere la grazia. Ad esempio, Joseph Schwartz, un imprenditore condannato per frode, è stato graziato dopo aver pagato 960.000 dollari a lobbisti vicini a Trump. La Casa Bianca ha, tuttavia, minimizzato le preoccupazioni indicandole come revisioni da parte di un «team di avvocati qualificati».
Numerosi imprenditori e politici continuano a cercare di ottenere grazia, compresi nomi noti come Sean “Diddy” Combs ed Elizabeth Holmes, mostrando l’emergere di una strategia di interazione più diretta e affaristica con la presidenza. Tuttavia, non esistono garanzie che tali sforzi possano portare ai risultati desiderati.
Una cosa incredibille! Qui i politici US se la cavano con un “pagamento” per la grazia, mentre qui in Italia ci accontentiamo di promesse vuote. Che mondo strano. Ma sinceramente, è giusto che i soldi comprino la giustizia? Non mi sembra affatto giusto…