La Germania respinge la proposta di debito comune europeo di Macron
L’ultimo confronto tra Parigi e Berlino si è consumato alla vigilia del vertice dei leader dell’Unione Europea. Il governo tedesco di Friedrich Merz ha fermamente contestato la richiesta del presidente francese Emmanuel Macron di un debito comune dell’UE per finanziare la difesa e l’intelligenza artificiale, riporta Attuale.
Macron ha avanzato questa proposta durante un’intervista con sei media europei, sollecitando l’Europa a lanciare un piano per nuovi prestiti comuni, o eurobond, per stimolare investimenti in settori strategici, sottolineando che ciò è necessario per non rimanere indietro rispetto a Stati Uniti e Cina.
La risposta tedesca è arrivata poche ore dopo, con il governo che ha rigettato con forza il piano di Macron. Un funzionario vicino al cancelliere ha dichiarato a Politico che la Germania non è d’accordo con la proposta, evidenziando che essa “distragga dall’argomento principale, ovvero il problema della produttività” dell’Europa. Il funzionario ha riconosciuto la necessità di maggiori investimenti, ma ha sottolineato che questi dovrebbero rientrare nel contesto di un quadro finanziario pluriennale, piuttosto che nell’ambito di eurobond.
In vista del vertice, i 27 leader dell’Unione si concentreranno su obiettivi chiave, sebbene non siano attesi risultati concreti. Berlino sta spingendo per tre priorità fondamentali: un approfondimento del mercato unico, una maggiore velocità negli accordi commerciali e una riduzione della burocrazia. Questi punti sono inclusi nel documento di prevertice sulla competitività sostenuto da Merz, Meloni e dal premier belga Bart De Wever, e parteciperanno circa venti paesi, inclusa la Francia.
Riguardo alla competitività, Merz continua a distanziarsi dalle posizioni di Macron, il quale sostiene misure più protezionistiche e un intervento maggiore nell’industria. Il governo tedesco ha inoltre chiesto riforme significative del bilancio dell’UE, affermando: “Non si può continuare come prima, con due terzi del bilancio destinati esclusivamente a spese di consumo nei settori dell’agricoltura e della coesione”. Il funzionario ha ribadito che gli Stati membri che richiedono nuovi finanziamenti devono anche impegnarsi in queste riforme, poiché “l’eccessivo indebitamento europeo ha un costo”.