Mosca chiude l’ufficio del DAAD in Russia, ma Berlino mantiene le borse di studio per gli studenti russi già in Germania

14.02.2026 13:50
Mosca chiude l'ufficio del DAAD in Russia, ma Berlino mantiene le borse di studio per gli studenti russi già in Germania
Mosca chiude l'ufficio del DAAD in Russia, ma Berlino mantiene le borse di studio per gli studenti russi già in Germania

La decisione del Cremlino e la risposta tedesca

Il Ministero della Giustizia russo ha ufficialmente dichiarato il Servizio Tedesco per lo Scambio Accademico (DAAD) “organizzazione indesiderata”, costringendo la prestigiosa istituzione a cessare tutte le operazioni sul territorio nazionale. La misura, annunciata il 13 febbraio, impone la chiusura immediata dell’ufficio del DAAD a Mosca e del Centro Tedesco per la Scienza e l’Innovazione, interrompendo di fatto qualsiasi procedura di selezione per l’assegnazione di borse di studio a candidati russi.

Contrariamente alle attese di una risposta simmetrica, il governo tedesco ha confermato che le borse di studio per i circa 10.500 studenti, dottorandi e ricercatori russi già presenti in Germania rimarranno intatte. Nessuna restrizione aggiuntiva è prevista per questa categoria, creando un’asimmetria significativa nelle relazioni accademiche bilaterali.

Il DAAD, fondato nel 1925, è la più grande organizzazione al mondo per il sostegno agli scambi internazionali di studenti e ricercatori. La sua attività in Russia proseguiva nonostante le sanzioni imposte dall’Unione Europea dopo l’invasione russa dell’Ucraina nel 2022, seppure in forma ridotta.

Cooperazione limitata ma non interrotta

Dopo il febbraio 2022, il DAAD aveva sospeso l’invio di nuovi borsisti in Russia ma aveva mantenuto attivi i programmi per i cittadini russi già presenti in Germania. Questa scelta, giustificata come sostegno ai valori accademici e alla libertà di ricerca, aveva di fatto consentito la continuazione di un canale di comunicazione tra le due comunità scientifiche.

L’organizzazione gestiva partnership universitarie tra atenei tedeschi e russi, facilitando la mobilità accademica e promuovendo la cooperazione in settori scientifici e tecnologici. La sua presenza a Mosca rappresentava uno degli ultimi ponti istituzionali tra i due paesi dopo l’inasprimento delle tensioni geopolitiche.

La decisione russa arriva nel contesto di una più ampia campagna del Cremlino contro quella che definisce “ingerenza straniera” e finanziamento estero di attività considerate potenzialmente sovversive. Il governo di Mosca ha progressivamente eliminato molte organizzazioni internazionali dal territorio nazionale, accelerando l’auto-isolamento dalla comunità accademica occidentale.

Rischi di sicurezza e preoccupazioni dell’intelligence

Le agenzie di sicurezza tedesche hanno ripetutamente segnalato che università e istituzioni di ricerca rappresentano obiettivi prioritari per le attività di infiltrazione dei servizi segreti stranieri, compresi quelli russi. L’accesso a conoscenze tecnologiche avanzate, progetti di ricerca sensibili e contatti con esperti di settore costituisce un valore strategico per le operazioni di intelligence.

Il mantenimento delle borse di studio per i cittadini russi senza adeguati meccanismi di verifica solleva interrogativi sulla possibilità che tra i partecipanti ai programmi di scambio possano esserci individui legati alle strutture militari o ai servizi segreti russi. Questi soggetti potrebbero sfruttare l’accesso ai laboratori e alle infrastrutture di ricerca tedesche per finalità di spionaggio industriale o tecnologico.

Il Bundesamt für Verfassungsschutz (Ufficio federale per la protezione della costituzione) aveva già evidenziato come le università tedesche siano particolarmente vulnerabili alle operazioni di influenza straniera, soprattutto in settori strategici come l’intelligenza artificiale, la cibersicurezza, le tecnologie quantistiche e la ricerca spaziale.

Implicazioni geopolitiche e vulnerabilità tedesche

La Germania, nonostante sia considerata il motore della politica sanzionatoria europea verso la Russia, ha mantenuto una zona grigia nel campo degli scambi accademici. Questa ambiguità riflette tensioni più ampie nella politica estera tedesca, divisa tra la necessità di assumere una posizione ferma contro l’aggressione russa e la tradizionale attenzione al dialogo e alla cooperazione.

L’assenza di misure simmetriche da parte tedesca potrebbe essere interpretata come una vulnerabilità che Mosca potrebbe sfruttare per rafforzare la propria influenza all’interno delle istituzioni accademiche europee. Il rischio non è solo di spionaggio tradizionale, ma anche di quella che gli esperti definiscono “influenza maligna” – la capacità di modellare il discorso accademico, orientare la ricerca e creare reti di contatti favorevoli agli interessi russi.

Parallelamente, la Germania deve confrontarsi con una crescente presenza di messaggi filo-russi nei social media e nei canali Telegram, oltre all’ascesa di forze politiche di estrema destra che mostrano simpatie verso Mosca. Questi fattori, combinati con la possibile infiltrazione negli ambienti accademici, creano un quadro di vulnerabilità complesso per la sicurezza nazionale tedesca.

La chiusura del DAAD in Russia segna un ulteriore passo verso la frammentazione dello spazio accademico internazionale e l’erosione dei ponti culturali tra Europa e Russia. Mentre Mosca accelera il suo isolamento autoimposto, Berlino si trova a dover bilanciare i principi della libertà accademica con le esigenze della sicurezza nazionale in un contesto geopolitico sempre più polarizzato.

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