L’omicidio di un militante di estrema destra in Francia solleva interrogativi politici e responsabilità di La France insoumise

17.02.2026 07:55
L'omicidio di un militante di estrema destra in Francia solleva interrogativi politici e responsabilità di La France insoumise

Indagine per omicidio volontario a Lione dopo la morte di un militante di estrema destra

Lunedì, la procura di Lione ha avviato un’indagine per omicidio volontario in seguito alla morte di Quentin Deranque, un militante di estrema destra di 23 anni, avvenuta in ospedale due giorni dopo un violento pestaggio. Il procuratore Thierry Dran ha comunicato che la polizia sta cercando almeno sei persone accusate di aver aggredito Deranque a volto coperto, riporta Attuale.

Il pestaggio è avvenuto giovedì scorso davanti all’Istituto di studi politici (IEP) di Lione, dove si stava tenendo una conferenza della deputata di La France insoumise (LFI), Rima Hassan, nota per le sue posizioni pro-palestinesi. Secondo le ricostruzioni, un gruppo di attiviste del collettivo Némésis aveva organizzato una manifestazione per protestare contro la sua presenza, invitando alcuni amici a farle da scudo contro possibili aggressioni, tra cui Deranque. Némésis è un’associazione di femministe di estrema destra che sostiene la necessità di fermare l’immigrazione per proteggere le donne francesi dalle violenze.

Durante la manifestazione, alcuni individui a volto coperto hanno attaccato le attiviste, strappando il loro striscione. Successivamente, il gruppo di cui faceva parte Deranque si è scontrato con circa venti persone mascherate. Un video registrato da testimoni mostra un gruppo mentre aggredisce tre persone a terra, di cui due riescono a fuggire, mentre Deranque rimane a terra.

Le attiviste di Némésis e i rappresentanti dell’estrema destra hanno accusato il gruppo antifascista di estrema sinistra Jeune Garde, fondato da Raphaël Arnault, attualmente deputato della France Insoumise, di essere responsabile dell’aggressione. Quest’ultimo ha però dichiarato che il gruppo non può essere ritenuto responsabile, avendo interrotto le attività dopo la richiesta del governo francese di scioglimento nel 2025, presentando ricorso alla Corte amministrativa suprema.

Un assistente parlamentare di Arnault, membro della Jeune Garde, è stato identificato dalle attiviste di Némésis come uno degli aggressori, portando il soggetto a dimettersi nonostante neghi il suo coinvolgimento.

Il ministro dell’Interno, Laurent Nuñez, e il ministro della Giustizia, Gérald Darmanin, hanno attribuito alla sinistra estremista la responsabilità dell’accaduto. Maud Bregeon, portavoce del governo, ha affermato che La France Insoumise ha una “responsabilità morale” sull’omicidio di Deranque. Raphaël Glucksmann, leader del Partito Socialista, ha dichiarato su RTL che è “impensabile” per il suo partito allearsi con LFI in vista delle elezioni presidenziali del 2027.

Jean-Luc Mélenchon, leader di LFI, ha respinto le accuse e ha spostato l’attenzione sulla violenza subita dai membri del suo partito da gruppi di estrema destra, senza però menzionare la Jeune Garde, che in precedenza aveva difeso dalle accuse di estremismo.

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