Trump indica un attacco contro l’Iran: «Decisione entro dieci-quindici giorni»

19.02.2026 23:55
Trump indica un attacco contro l'Iran: «Decisione entro dieci-quindici giorni»

Trump Minaccia un Attacco Limitato all’Iran per Spingere i Colloqui Nucleari

A Washington, davanti al pannello blu del newly inaugurated “Board of Peace” per Gaza, Donald Trump ha lanciato nuove minacce, dichiarando che potremmo assistere a “cose brutte” se l’Iran non accetterà le sue richieste sul nucleare. Il presidente, leggendo da un foglio, ha affermato: «Scopriremo cosa succede con l’Iran tra una decina di giorni. Potremmo dover fare un passo avanti, o forse no. Magari troveremo un accordo», riporta Attuale.

Questo ultimatum di dieci giorni rappresenta una pressione diretta agli ayatollah iraniani, mentre le trattative sul programma nucleare, riprese il 5 febbraio, sembrano stagnanti. Teheran ha riaffermato il suo diritto all’arricchimento dell’uranio per scopi civili, ma le richieste di Trump appaiono molto distanti dalle concessioni che l’ayatollah Ali Khamenei è disposto a offrire, concentrandosi sul programma atomico iraniano.

Entrambe le parti hanno espresso la volontà di continuare il dialogo, ma non hanno ancora trovato un accordo sui temi da trattare. L’Iran, che nega qualsiasi ambizione nucleare militare, richiede la fine delle sanzioni che stanno affliggendo la sua economia. Al contrario, Washington insiste su un pacchetto che includa anche il programma missilistico e il supporto a gruppi armati anti-israeliani nella regione.

Fonti diplomatiche indicano che i negoziati stanno procedendo lentamente. Abbas Araghchi, il capo della diplomazia iraniana, ha parlato di “progressi”, ma allo stesso tempo ha avvertito che potremmo attendere un attacco a breve, anche nel weekend. Tuttavia, le tensioni aumentano con il raggruppamento della potenza militare americana. Attualmente, gli Stati Uniti stanno mobilitando più di cento aerei da caccia e oltre una dozzina di navi da guerra, inserendo anche la portaerei USS Lincoln già in posizione, che sarà affiancata dalla USS Gerald R. Ford, la più grande del mondo, per proteggere Israele da un potenziale attacco iraniano.

Una mobilitazione di queste dimensioni non si vedeva dal 2003, all’epoca dell’invasione in Iraq, e rappresenta un’arma capace di garantire una campagna militare prolungata. Il Wall Street Journal riporta che Trump starebbe valutando un attacco militare limitato per costringere gli ayatollah ad accettare le sue richieste. Tuttavia, secondo il Times, il Regno Unito avrebbe rifiutato di consentire agli Stati Uniti di utilizzare le proprie basi militari. Il presidente iraniano Massoud Pezeshkian si trova di fronte a una domanda cruciale: «Non vogliamo la guerra, ma se vogliono provare a imporci la loro volontà, dovremmo accettarla?»

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