Cure interrotte per Domenico, bambino di Napoli in coma irreversibile dopo errore nel trapianto

21.02.2026 05:55
Cure interrotte per Domenico, bambino di Napoli in coma irreversibile dopo errore nel trapianto

Tragedia all’ospedale Monaldi di Napoli: un bambino di due anni e mezzo in coma irreversibile

La famiglia di Domenico, un bambino di due anni e cinque mesi, si trova a vivere un momento straziante all’ospedale Monaldi di Napoli. Da sessanta giorni, il piccolo è supportato da una macchina, l’Ecmo, che svolge la funzione del cuore che non batte più da solo. Il 23 dicembre, era previsto un trapianto di cuore, ma qualcosa è andato storto e ora i medici devono affrontare una realtà cruda. Le condizioni di Domenico sono rapidamente peggiorate, e i medici hanno informato i genitori che proseguire con le terapie non farebbe altro che aggravare una situazione già critica. “In caso di arresto cardiocircolatorio non verranno eseguite manovre rianimatorie”, ha dichiarato il professor Antonio Corcione, evidenziando la gravità del quadro. Ribeiro..

In questa tragica situazione, i genitori Patrizia e Antonio si trovano al fianco del figlio mentre si preparano a prendere decisioni difficili. Nonostante la speranza di un nuovo trapianto sia svanita, il professor Corcione ha comunicato che non staccheranno l’Ecmo, mostrando una volontà di affrontare l’inevitabile con delicatezza. “Finché respira, io starò qui”, ha affermato la madre, determinata a rimanere accanto al suo bambino. Tuttavia, i medici hanno pianificato una de-escalation della terapia antibiotica e immunosoppressiva, riducendo progressivamente il supporto, sebbene con una base minima.

In un altro luogo, un bambino a Bergamo ha ricevuto il cuore che Domenico non ha potuto avere. La storia del piccolo napoletano, invece, si intreccia con quella di errori e responsabilità da chiarire. Infatti, il cuore destinato a Domenico, prelevato da Bolzano, è stato trovato congelato in un blocco di ghiaccio al momento dell’operazione. Una relazione firmata da Michael Mayr, direttore del Dipartimento della Salute dell’Alto Adige, ha evidenziato criticità attribuite all’équipe di Napoli: drenaggio insufficiente durante la perfusione e incertezze nella gestione dell’anticoagulazione, con una dotazione incompleta. Tuttavia, l’uso di ghiaccio secco non viene menzionato nella relazione, lasciando diverse domande senza risposta.

La verità sulla situazione di Domenico sarà stabilita dalla Procura di Napoli, che sta indagando insieme agli ispettori del ministero della Salute. Due équipe, due versioni opposte, mentre il piccolo non ha consapevolezza di quanto sta accadendo attorno a lui. Sa solo, forse, che sua madre lo tiene per mano, cantandogli una ninna nanna, cercando di donargli un po’ di conforto in questo momento di dolore e incertezza.

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