Rinvio della ratifica dell’accordo commerciale tra UE e Stati Uniti
Bernd Lange, presidente della commissione per il Commercio internazionale del Parlamento europeo, ha annunciato il rinvio della votazione necessaria per la ratifica dell’accordo commerciale tra UE e Stati Uniti. La decisione giunge in un momento critico, con Lange che sottolinea l’importanza di rispettare gli impegni presi. «È del tutto chiaro che vogliamo attenerci all’accordo», ha affermato, aggiungendo che i patti vanno rispettati, riporta Attuale.
Il rinvio è attribuito a ripetute violazioni da parte degli Stati Uniti, con Lange che evidenzia l’aumento dei dazi sui derivati dal 15% al 50% entro pochi mesi dall’accordo raggiunto in Scozia a luglio. «Abbiamo visto l’episodio della Groenlandia. Questo significa, per esempio, che per il formaggio italiano non si tratta del 15%, ma del 30%: 15 più 15», ha dichiarato Lange, mettendo in evidenza l’incertezza che questa situazione genera per i commercianti e le aziende europee.
Quando gli è stato chiesto cosa chiedesse a Washington per sospendere il rinvio, Lange ha insistito sulla necessità di una chiara dichiarazione da parte degli Stati Uniti, che confermi l’intenzione di rispettare l’accordo non solo temporaneamente, ma per l’intera legislatura del presidente Donald Trump.
Il 4 marzo è prevista una nuova riunione per discutere la situazione. Lange ha chiarito che il rinvio non implica che la misura verrà reintrodotta rapidamente, ma si attenderanno gli sviluppi negli Stati Uniti per decidere il passo successivo.
Per quanto riguarda l’unanimità della decisione, Lange ha confermato che non ci sono state opposizioni significative, evidenziando un ampio consenso tra i gruppi politici. Ha sottolineato l’importanza di avere una posizione coesa per garantire che gli Stati Uniti rispettino le posizioni dell’UE.
Infine, Lange ha affermato che non ha subito pressioni dagli Stati membri per accelerare il processo di decisione, specificando che agisce come rappresentante del Parlamento europeo nel suo complesso e non di un singolo Stato membro. «Abbiamo questo accordo e vogliamo stabilità, perciò, al momento, dovremmo attenervici», ha detto in relazione alla recente sentenza della Corte suprema.