L’omicidio di “El Mencho”: incertezze sul futuro del cartello Jalisco Nueva Generación
Il recente omicidio di Ruben Oseguera Cervantes, noto come “El Mencho”, leader del cartello Jalisco Nueva Generazione, ha dato il via a una fase di incertezza riguardante la successione all’interno dell’organizzazione. L’attenzione si concentra ora su possibili candidati, tra cui Juan Carlos Valencia Gonzalez, figliastro di Oseguera, noto anche come “El Bimbo”, che potrebbe emergere come il nuovo leader del cartello, riporta Attuale.
L’omicidio di “El Mencho” segna una svolta significativa nella narco-guerra messicana, sollevando interrogativi su chi assumerà il comando e sul futuro dell’organizzazione. Gonzalez ha un profondo legame familiare con Oseguera, essendo nato dalla relazione con Rosalinda Gonzalez, anche lei coinvolta nelle attività illecite del cartello.
Già avviato nel settore del crimine, Valencia ha guidato l’unità Elite, che funge da braccio armato del cartello. Sotto la sua direzione, l’organizzazione si è militarizzata, adottando tecnologie avanzate come droni e armamenti pesanti, rendendola una delle più temute nel Paese. Gli esperti valutano la sua leadership come un fattore chiave per mantenere la stabilità interna, in un contesto dove i conflitti tra i gruppi rivali sono all’ordine del giorno.
Tra i nomi circolanti per il comando del cartello, emerge anche quello di Hugo Gaytan, alias “El Sapo”, abile nel costruire alleanze e gestire i reclutamenti, e Audias Flores Silva, alias “El Jardinero”, noto per la sua inclinazione alla mediazione e interessato agli affari illeciti. Entrambi rappresentano un aspetto della complessità interna che potrebbe influenzare la direzione futura dell’organizzazione.
Inoltre, i cartelli messicani, noti non solo per il traffico di droga, si occupano anche di contrabbando e racket in vari settori, dal petrolio all’agricoltura. Mentre la successione è incerta, ciò che è chiaro è che il cartello porta con sé un arsenale letale, alimentato dalla collaborazione con gruppi negli Stati Uniti e in America Centrale, rendendo il panorama della criminalità organizzata in Messico sempre più instabile.
La fine della leadership di “El Mencho” potrebbe rivelarsi un catalizzatore per scissioni interne, replicando scenari passati di conflitti e violenze, soprattutto alla luce della crescente militarizzazione dei gruppi rivali. Gli osservatori avvertono che il futuro del cartello sarà segnato da una lotta di potere interna, con le sue dinamiche destinate a influenzare non solo la criminalità in Messico, ma anche la stabilità regionale.