Indagini sulla morte di Domenico: criticità operative nel team di Napoli e nuovo sviluppo in Procura

24.02.2026 17:15
Indagini sulla morte di Domenico: criticità operative nel team di Napoli e nuovo sviluppo in Procura

Napoli, 24 febbraio 2026 – Dallo scambio di accuse all’intensificazione delle indagini per chiarire la responsabilità nella morte del piccolo Domenico, il bimbo di due anni il cui trapianto di cuore è finito in tragedia, portando a oltre 60 giorni di agonia, riporta Attuale.

I Carabinieri del Nas di Trento stanno cercando di determinare chi ha fornito il ghiaccio secco utilizzato per congelare il cuore destinato a Domenico e chi era presente nel blocco operatorio il 23 dicembre 2025. Secondo quanto riportato dal quotidiano ‘Alto Adige’, è stata inviata una richiesta alla direzione medica dell’Azienda sanitaria dell’Alto Adige per identificare “gli addetti all’Officina ospedaliera, in particolare coloro che erano responsabili della fornitura del ghiaccio” e gli “operatori sanitari in servizio presso il blocco operatorio, a disposizione del coordinatore”. Inoltre, i Carabinieri hanno chiesto di trasmettere eventuali risultati di un “approfondimento interno” riguardo ai coinvolti nella fornitura del ghiaccio alla sala operatoria interessata all’espianto degli organi del donatore.

Il Dipartimento di Salute di Bolzano: “Criticità operative nel team di Napoli”

Il Dipartimento di Salute di Bolzano risponde alle accuse, dichiarando che nel corso dell’intervento di espianto del cuore donato da un bambino altoatesino di 4 anni, “sono emerse significative criticità operative a carico del team di prelievo di Napoli”, come riportato in una relazione inviata al Ministero della Salute il 18 febbraio. Le contestazioni riguardano la procedura chirurgica seguita, la dotazione tecnica incompleta (con insufficiente materiale refrigerante) e l’incertezza nella gestione dell’anticoagulazione.

L’assessore di Bolzano: “Responsabilità della struttura ricevente”

L’assessore Hubert Messner sottolinea che “la responsabilità totale della procedura di trapianto, dal prelievo, al trasporto, fino all’impianto, è del team di trapianto della rispettiva struttura ricevente“. Messner evidenzia che, nonostante il tragico evento, altri due organi vitali sono stati trapiantati con successo seguendo i rigidi protocolli. “Ora è necessario chiarire in modo esaustivo le dinamiche e le cause precise di questo tragico evento”, afferma l’assessore, chiedendo obiettività e rispetto nei resoconti dei media.

La mamma deposita audio in Procura

Patrizia Mercolino, madre di Domenico, continua la sua lotta per la verità. Ha depositato un registro audio in Procura, contenente una conversazione in cui viene comunicato che “non c’è più niente da fare”, dopo una riunione dell’équipe interdisciplinare. “Questo documento potrebbe dimostrare l’urgenza delle scelte effettuate”, dichiara l’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi.

Il legale: “Il medico non aveva la serenità per le scelte”

Il dottor Guido Oppido, responsabile della comunicazione della diagnosi, ha affermato di aver dichiarato Domenico trapiantabile “solo per disperazione”. L’avvocato Petruzzi evidenzia che il dottor Oppido non aveva la serenità necessaria per essere il medico curante di Domenico, insinuando un’influenza nelle decisioni formulate.

Il ‘punto di non ritorno’ nel trapianto

Il legale ha chiarito che il “punto di non ritorno” durante il trapianto è stato raggiunto alle 14:18, con il clampaggio aortico, mentre il cuore donato è arrivato solo alle 14:30. “Riteniamo che Domenico possa essere stato privato del suo cuore con eccessivo anticipo”, dichiara Petruzzi, sottolineando quanto questa tempistica possa aver influito sull’esito della procedura.

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