L’architetto dei dazi americani: «Chi non accetta gli accordi avrà tariffe più alte»

25.02.2026 23:15
L'architetto dei dazi americani: «Chi non accetta gli accordi avrà tariffe più alte»

Dazi Usa: Greer segnala un aumento possibile al 15%

Il rappresentante americano per il commercio, Jamieson Greer, ha annunciato che i dazi sulle importazioni sono attualmente al 10% e che si sta lavorando per un possibile aumento al 15%. Questo è il risultato di un costante dialogo con le autorità europee per garantire chiarezza su come procederanno le nuove misure, così come riportato Attuale.

Greer ha sottolineato l’importanza degli accordi internazionali, affermando che il dialogo è cruciale per mantenere stabilità nelle relazioni commerciali, specialmente con paesi come la Germania, la Francia e l’Italia, con cui ha avuto recenti incontri durante il G7. Ha aggiunto che i paesi che rifiutano gli accordi preesistenti potrebbero affrontare dazi ancora più elevati.

Attualmente, Londra, che prima dei cambiamenti legati alla Corte Suprema applicava un dazio del 10%, potrebbe ora rischiare un aumento al 15%, come indicato da Trump sui social media. Greer ha confermato che i tassi entrati in vigore sono, per ora, al 10%, ma il governo americano sta già preparando il passaggio al 15%.

Riguardo ai rimborsi richiesti da alcuni paesi, Greer ha dichiarato che le autorità legali stanno esaminando le modalità di rimborso e che molte aziende straniere già pagano il dazio al momento dell’ingresso dei loro prodotti negli Stati Uniti. Ha riferito, inoltre, che esiste un gruppo di procuratori del partito democratico che sta cercando di riportare quei fondi alle aziende coinvolte.

Un altro punto critico discusso è la Cina. Greer ha rivelato che ci sono attive comunicazioni che coinvolgono l’importanza della stabilità commerciale e di come i dazi giochino un ruolo fondamentale negli accordi bilaterali. Questa strategia mira a garantire che le necessità di entrambe le nazioni siano rispettate, specialmente in materia di risorse cruciali come le terre rare e l’agricoltura.

Greer ha inoltre affermato che, se necessario, Trump potrebbe attivare la legge Ieepa per bloccare l’ingresso di certe merci negli Stati Uniti. Questo rientra nel piano più ampio di rivitalizzazione dell’industria americana, che include la protezione della produzione interna e il ripristino delle catene di approvvigionamento nazionali.

Sul fronte canadese, Greer ha menzionato che il Canada ha espresso interesse per un accordo alternativo, ma la priorità rimane il principio “America First”, con il rimpatrio delle filiere produttive, in particolare nel settore automobilistico e dei materiali. La recente iniziativa che ha riportato la produzione d’acciaio negli Stati Uniti è stata evidenziata come uno dei segni tangibili del successo di questa politica.

Infine, riguardo all’opinione pubblica americana sui dazi, Greer ha evidenziato che, nonostante alcuni sondaggi mostrino un’opposizione significativa, la strategia ha riscosso consensi negli stati colpiti dalla globalizzazione.

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