Il dibattito sulla nuova legge elettorale in Italia si intensifica
La maggioranza italiana sta accelerando i lavori per presentare una nuova legge elettorale prima del referendum, previsto nei prossimi giorni, contro le critiche dell’opposizione di centrosinistra che accusa il governo di tentare manovre autoritarie legate al voto. Le dichiarazioni del vicepremier e leader di Forza Italia, Antonio Tajani, evidenziano l’intento di introdurre un sistema proporzionale con un premio di maggioranza, cambiando radicalmente il volto della rappresentanza politica, riporta Attuale.
Secondo Tajani, l’idea sarebbe quella di attuare un listino di maggioranza, in cui la vittoria comporterebbe l’approvazione totale ma con una divisione per collegi. Tale proposta è supportata anche dal ministro Luca Ciriani di Fratelli d’Italia, che ha espresso l’auspicio di stabilire una soglia del 40% per accedere al premio di maggioranza, allo scopo di garantire una governabilità stabile per cinque anni. La discussione sulla legge elettorale si è intensificata, con i rappresentanti della maggioranza che lavorano a diverse opzioni per definire le modalità di distribuzione del premio e le soglie di sbarramento.
Le indiscrezioni parlano di un premio di maggioranza fisso, possibile per chi raggiunga il 40% dei voti, configurando 70 deputati e 35 senatori come assegnazione massima, limitata a un tetto del 60% dei seggi. Questa struttura potrebbe non garantire l’elezione di tutti i candidati, creando potenziali problemi all’interno della maggioranza, in particolare per partiti come la Lega e Forza Italia, che cercano maggiore visibilità.
In caso nessuno raggiunga il 40%, due soluzioni sono sul tavolo: il ballottaggio tra le prime due coalizioni, favorito da FdI, oppure il mantenimento dell’attuale sistema proporzionale, sostenuto dalla Lega e Forza Italia. Inoltre, la soglia di sbarramento è prevista al 10% per le coalizioni e al 3% per i partiti singoli, un aspetto che potrebbe favorire l’exploit del partito Azione, che intende mantenere una sua identità politica.
Infine, riguardo alla questione delle preferenze, si prevede che i partiti manterranno il controllo sulle scelte elettorali, limitando le possibilità di esprimere preferenze da parte degli elettori, in un tentativo di conservare l’ordine e la centralizzazione delle decisioni politiche all’interno delle rispettive formazioni.