Nuove Rivelazioni sul Delitto di Garlasco: La Consulenza di Cristina Cattaneo
La consulenza della anatomopatologa Cristina Cattaneo, volta a fare luce sulle circostanze del delitto di Garlasco, ha prodotto risultati ambigui, limitandosi a chiarire tre punti fondamentali: l’orario della morte, la dinamica dell’aggressione e l’arma del delitto, riporta Attuale. Tuttavia, l’analisi si è basata unicamente su fotografie e documentazione risalenti a 18 anni fa, senza l’esame diretto di un corpo riesumato. Pertanto, l’ora stimata della morte non potrà essere precisa, bensì situata in una finestra compatibile biologicamente.
Le conclusioni della Cattaneo, inevitabilmente espresse al condizionale, evidenziano che le consulenze, per quanto autorevoli, rimangono delle relazioni parziali. Riguardo a un possibile coinvolgimento di più persone nel reato, l’assenza di nuovi indagati durante l’incidente probatorio di dicembre suggerisce che l’ipotesi prevalente continui a essere quella di un solo autore, presumibilmente di sesso maschile. Questa posizione si rafforza in base ai contenuti della BPA secretata del RIS di Cagliari, allontanando ulteriormente le suggestioni alternative.
La questione del movente rimane non definita. Se fosse stata delineata chiaramente, non ci sarebbe stato bisogno di aspettare un anno per affidare a un consulente informatico la ricerca di vecchi video scolastici di Andrea Sempio. La controversa impronta 33, assegnata a Sempio ma priva di tracce ematiche, non può essere temporaneamente contestualizzata alla data del delitto, poiché le impronte non sono databili. Inoltre, il famigerato scontrino non rappresenta un alibi falso; diversamente, sarebbe stato immediatamente sequestrato all’inizio delle indagini. Anche i presunti testimoni tardivi risulterebbero fragili in assenza di riscontri oggettivi.
Non vi è alcuna evidenza che possa supportare l’ipotesi di una corruzione da parte dell’ex procuratore Venditti. Inoltre, non esistono indagini parallele dopo la bocciatura delle richieste da parte del Riesame e della Cassazione. D’altra parte, è importante ricordare che esiste già una verità processuale. Alberto Stasi è stato ufficialmente riconosciuto come unico responsabile dell’omicidio di Chiara Poggi. Per invertire un verdetto già emesso, sono necessarie prove nuove e solide, in grado di giustificare un proscioglimento del condannato. La domanda che persiste è: dove sono le novità annunciate? Non negli “autunni caldi”, non negli arresti promessi e mai concretizzati, non in affermazioni al condizionale. Le sentenze possono essere superate solo da evidenze materiali.