Khamenei: l’ayatollah in un bunker dal 1989, il figlio Mojtaba in corsa per la successione

28.02.2026 09:26
Khamenei: l'ayatollah in un bunker dal 1989, il figlio Mojtaba in corsa per la successione

Operazione “Ruggito del Leone”: Khamenei in fuga davanti a minacce di Israele e USA

Ali Khamenei, il leader supremo dell’Iran, sembra essere stato trasferito in un bunker sotterraneo sicuramente più sicuro, forse a Levizan, nel nord-est di Teheran. Un funzionario iraniano ha riferito a Reuters che Khamenei non si troverebbe a Teheran, affermando che è in un luogo sicuro. Anche i membri della sua famiglia potrebbero trovarsi con lui, sebbene non sia chiaro dove sia il suo secondo genito, Mojtaba, designato come successore, riporta Attuale.

Il clima di ansia cresce attorno a Khamenei, mentre l’Iran si trova nuovamente di fronte a un attacco congiunto di Stati Uniti e Israele. Questa azione è parte di un’operazione più ampia, il cui obiettivo principale, come ha dichiarato Donald Trump nel suo recente video su Truth, è quello di prevenire che l’Iran possa dotarsi di armi atomiche. Trump ha sottolineato che l’operazione mira a difendere gli americani dalle minacce dal regime di Teheran, che ha continuato a sviluppare un programma nucleare e missilistico, incluso ricostruire capacità di missili balistici a lungo raggio. “Colpiremo obiettivi del regime, distruggeremo i loro missili e raderemo al suolo le loro strutture di produzione di armamenti”, ha avvertito Trump.

Benchè l’attacco non menzioni specificamente l’eliminazione di Khamenei, ci sono crescenti preoccupazioni che possa essere tra i risultati finali dell’operazione, sebbene per ora rimanga una mera ipotesi.

Le misure di sicurezza intorno a Khamenei sono state notevolmente intensificate dopo la morte di Hassan Nasrallah, leader di Hezbollah. La sua protezione è garantita dai pasdaran attraverso un’unità speciale, il Vali Amr Protection Corps. Una fonte ha rivelato che “nessuno si fida più di nessuno”, suggerendo che anche il Mossad potrebbe aver infiltrato le fila dei fedelissimi del leader iraniano.

Khamenei non mette piede fuori dall’Iran dal 1989, anno in cui è diventato Guida suprema. Durante la sua nomina, molti lo consideravano non qualificato per il ruolo. “Era un religioso, ma molti clerici di alto rango non lo ritenevano idoneo a sostituire Khomeini”, ha dichiarato Gary Sick, ex negoziatore della Casa Bianca. Nonostante ciò, Khamenei ha mantenuto il potere attraverso alleanze strategiche con i conservatori e i pasdaran, trasformando l’Iran in un regime oppressivo e autoritario.

Nel contesto delle attuali tensioni, i potenziali scenari post-Khamenei si fanno sempre più complessi. Se ci fosse un tentativo di eliminazione, il conflitto interno potrebbe intensificarsi, influenzando la stabilità della regione, inclusi Siria, Libano, Iraq e Yemen. Gli osservatori suggeriscono che potrebbe verificarsi un colpo di stato militare, una guerra civile, o un ritorno di un leader della diaspora come il principe Reza Pahlavi, che ha recentemente espresso la sua disponibilità per aiutare il suo popolo.

In questo frangente, è evidente che la situazione in Iran è tesa e le ripercussioni di qualsiasi azione contro Khamenei potrebbero avere effetti drammatici non solo nel paese ma anche a livello regionale.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere