
Secondo i recenti sondaggi di Ipsos, presentati da Nando Pagnoncelli sul Corriere della Sera, nel referendum riguardante la riforma della giustizia, il no risulta in vantaggio. Il sì può prevalere solo se l’affluenza supera il 49%. Attualmente, solo il 37% degli elettori è certo di recarsi alle urne, con un aumento di appena un punto percentuale rispetto al mese scorso. Gli indecisi salgono al 12%, in diminuzione di 4 punti. Di conseguenza, la previsione di affluenza è fissata al 42% e potrebbe arrivare fino al 49%, riporta Attuale.
Le intenzioni di voto
La rilevazione mostra una crescita del no. Con una partecipazione al 42%, il sì si attesterebbe al 47,6%, perdendo 1,8% rispetto al mese precedente, mentre il no raggiungerebbe il 52,4%, aumentando della stessa percentuale. Se la partecipazione fosse al 49%, il sondaggista prevede una situazione di sostanziale parità, con il sì al 50,2% e il no al 49,8%. Gli indecisi sono ora al 7%; con una maggiore affluenza, potrebbero salire al 9%. Pagnoncelli avverte che è prematuro “dichiarare” la vittoria del no, ma la tendenza alla sua crescita appare consolidata, suggerita dalla “maggiore mobilitazione dell’opposizione” e da “alcuni eccessi comunicativi” da parte di esponenti del centrodestra. In questo contesto, l’attacco all’Iran non sembra favorire l’aumento delle intenzioni di voto.
Il dilemma
Secondo Pagnoncelli, il governo si trova ora davanti a un dilemma: incentivare la partecipazione potrebbe aumentare il numero di elettori, ma non sufficientemente per garantire una vittoria. Ciò potrebbe comportare una politicizzazione della battaglia che potrebbe sfociare comunque in una sconfitta.