Il presidente iraniano Pezeshkian annuncia una presunta interruzione degli attacchi, ma continua il bombardamento
Venerdì mattina, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato che l’Iran avrebbe interrotto gli attacchi contro i paesi del Golfo, ma in realtà il regime continua a lanciare droni e missili. Queste affermazioni devono essere accolte con grande cautela, soprattutto considerando che le forze armate iraniane godono di notevole autonomia e non è garantito che le dichiarazioni del presidente vengano rispettate, riporta Attuale.
Il ruolo di presidente, pur essendo significativo, è limitato dalla leadership religiosa e militare e dalla Guida Suprema, la massima autorità del paese. Dall’inizio del conflitto, Pezeshkian fa parte di un Consiglio di tre membri incaricato di guidare l’Iran in attesa della nomina di una nuova Guida Suprema, a seguito dell’uccisione di Ali Khamenei in un bombardamento israeliano.
Pezeshkian ha perso rilevanza politica durante le recenti proteste di gennaio, represse con violenza dal regime. Nel frattempo, Ali Larijani, capo del Consiglio supremo di sicurezza nazionale, ha acquisito crescente potere e influenza, diventando il vero leader del regime in questo frangente, almeno fino all’elezione di una nuova Guida Suprema, da cui lui non potrà emergere, non essendo parte del clero sciita.
Le dichiarazioni di Pezeshkian sulla sospensione degli attacchi ai paesi del Golfo rivelano il controllo limitato dei leader istituzionali sui Guardiani della rivoluzione, il corpo militare più potente dell’Iran. Il loro capo, Ahmad Vahidi, è considerato radicale e nominato dopo l’uccisione del precedente leader all’inizio della guerra.
L’autonomia delle forze armate è un elemento strategico dell’Iran, noto come “strategia a mosaico,” concepita per garantire il funzionamento delle forze armate durante le crisi, mediante la decentralizzazione delle responsabilità e delle risorse militari. Ciò si traduce in comandi che ricevono istruzioni una sola volta e non aggiornamenti, per evitare intercettazioni, perpetuando le direttive anche in caso di perdita di ufficiali.
Nel suo discorso in televisione, Pezeshkian ha affermato che le unità militari iraniane hanno agito “secondo la loro iniziativa” e “facendo ciò che ritenevano necessario” dall’inizio della guerra.
Questa struttura incerta e decentralizzata consente a Pezeshkian di cercare di inviare un messaggio alle forze armate, mantenendo una sorta di doppio registro e cercando di distaccare il governo dagli attacchi contro i paesi del Golfo.
Recentemente, anche il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha confermato che “le nostre unità militari sono indipendenti e isolate, agendo sulla base di istruzioni generali ricevute in anticipo,” sottolineando che un attacco all’Oman non era una decisione del governo e invitando l’esercito a maggiore cautela.