Petrolio e crisi idrica: il conflitto in corso nel Golfo colpisce la vita quotidiana dei civili

08.03.2026 22:45
Petrolio e crisi idrica: il conflitto in corso nel Golfo colpisce la vita quotidiana dei civili

Teheran: l’emergenza ambientale dopo gli attacchi petroliferi

Teheran è colpita da una pioggia nera, con avvertenze della tv iraniana che invitano la popolazione a rimanere in casa. I dieci milioni di abitanti della capitale sono avvolti da fumi tossici, mentre azoto e ossidi di zolfo cadono dal cielo, mentre i pozzi dei petrolio bruciano. Quattro raffinerie, in particolare quella di Shahran che fornisce carburante a milioni di iraniani, sono andate in fiamme. Testimonianze locali descrivono esplosioni che illuminano la notte, evocando scene apocalittiche, riporta Attuale.

La situazione non si limita all’Iran. Anche il Golfo delle petro-monarchie è sotto attacco, con sistemi radar in Qatar, Emirati, Arabia Saudita, Kuwait e Giordania colpiti innumerevoli volte. Gli attacchi contro basi americane come Al-Udeeid si intensificano, con centinaia di droni lanciati ogni giorno, sebbene il volume sembri diminuire. Un palazzo di 22 piani a Kuwait è andato in fiamme all’alba, mentre un missile ha colpito il deserto saudita, causando la morte di un soldato americano, rimasto ferito durante un contrattacco la settimana scorsa. Gli Emirati hanno annunciato il diritto di difendere la propria sovranità, lamentando di essere stati colpiti da oltre 1.400 missili e droni. In modo provocatorio, si è diffusa la notizia di un presunto bombardamento da parte degli Emirati sul territorio iraniano, anche se è stata smentita come fake news.

L’allargamento del conflitto non si ferma. Il Libano ha già visto l’arrivo di mezzo milione di profughi, e attacchi israeliani si concentrano su campi palestinesi e strutture civili. L amministrazione statunitense ha in programma la vendita di 20.000 bombe a Israele, equivalente a un costo di 660 milioni di dollari, mentre esperti ucraini, inviati da Zelensky, sono giunti nella regione con l’obiettivo di assistere le forze americane. Zelensky ha dichiarato che la Russia sta fornendo supporto all’Iran, sottolineando le implicazioni che questa guerra avrà anche sull’Ucraina, poiché un conflitto prolungato significa meno attenzione e supporto per la sua difesa aerea.

Con il nono giorno di conflitto, gli iraniani dicono di vedere non solo una cifra, ma l’inizio di un nuovo ciclo. Emmanuel Macron sta cercando di mediare, contattando sia Donald Trump che il presidente iraniano Pezeshkian. Nonostante le discussioni in corso, gli obiettivi strategici sembrano inclinarsi di nuovo verso strutture vitali come reti idriche e desalinizzatori, fondamentali per il rifornimento dell’acqua in tutta la regione, mentre il conflitto continua ad intensificarsi senza responsabilità chiare sugli attacchi. La crisi umanitaria dei civili è in aumento, con 198 donne dichiarate morte dopo nove giorni di conflitto, mentre i diplomatici continuano a lavorare per una risoluzione, che appare sempre più distante.

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