Referendum, tensione al teatro Adriano di Roma durante l’incontro sul Sì

12.03.2026 05:15
Referendum, tensione al teatro Adriano di Roma durante l'incontro sul Sì

Controversie sul Referendum in Italia: Nordio Sostiene la Capo di Gabinetto e Difende Gratteri

Il 22 giugno 1965, i Beatles si esibirono al teatro Adriano di Roma, un evento rimasto nella memoria collettiva. Cinquant’anni dopo, lo stesso luogo ha ospitato il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, per un incontro dedicato al referendum, dove ha affrontato le polemiche riguardanti le dichiarazioni della sua capo di gabinetto, Giusi Bartolozzi. “Il caso è chiuso”, ha affermato Nordio, ribadendo che non ci saranno dimissioni, come riportato da Attuale.

Bartolozzi, in un incontro precedente, aveva scatenato un’ondata di critiche affermando che “votare Sì significa liberarci di una magistratura che è un plotone di esecuzione”. Le sue parole sono state interpretate come un attacco all’indipendenza del sistema giudiziario, generando un forte malcontento tra i membri della maggioranza e suscitando la reazione della premier.

Nordio ha difeso la sua collaboratrice, sottolineando la sua esperienza e la sua lealtà, e denunciando l’episodio come una “voce dal sen fuggita”. Tuttavia, continua a serpeggiare la tensione all’interno del governo, con l’opposizione che accusa la maggioranza di gestire malamente la questione e di compromettere l’integrità del processo referendario.

Il clima di tensione si è ulteriormente complicato con le affermazioni di Nicola Gratteri, procuratore capo di Napoli, che ha menzionato il vincitore di Sanremo, Sal da Vinci. Quest’ultimo, secondo Gratteri, sarebbe stato coinvolto nella campagna referendaria nonostante fosse intenzionato a votare contro. Sal da Vinci ha prontamente smentito l’affermazione, costringendo Gratteri a giustificarsi di fronte all’attenzione mediatica.

Nordio, di fronte a tali controversie, ha colto l’opportunità di schierarsi a favore di Gratteri, proponendo un’amnistia bipartisan e chiedendo di mantenere un tono più sereno nel dibattito. “Dobbiamo considerare il contesto in cui le dichiarazioni vengono fatte”, ha sottolineato, esprimendo la necessità di un dialogo costruttivo e di lasciare le polemiche alle spalle. Con la situazione che rimane tesa, la prossima settimana potrebbe rivelarsi cruciale per il futuro del referendum e del governo stesso.

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