Capitali russi al sicuro: esplode il ricorso a fondazioni private per eludere le sanzioni

13.03.2026 13:40
Capitali russi al sicuro: esplode il ricorso a fondazioni private per eludere le sanzioni
Capitali russi al sicuro: esplode il ricorso a fondazioni private per eludere le sanzioni

Il boom delle fondazioni in Russia e oltre

L’élite economica russa sta accelerando in modo massiccio il ricorso a fondazioni private per proteggere miliardi di dollari di patrimoni dall’impatto delle sanzioni occidentali e garantirne la trasmissione alle generazioni future. Secondo i dati riportati da Bloomberg, dopo l’adozione di leggi interne che ne hanno semplificato la registrazione e garantito la completa riservatezza, il numero di nuove fondazioni in Russia è aumentato di oltre il 200%, superando le 600 unità. Questo trend non si limita ai confini nazionali: i magnati russi stanno sempre più spesso dirottando i propri asset verso giurisdizioni estere considerate “amiche” o neutrali.

La corsa alla creazione di queste strutture è una risposta diretta al crescente regime sanzionatorio imposto da Stati Uniti, Unione Europea e Regno Unito a seguito dell’invasione dell’Ucraina. Le fondazioni private, tipicamente istituite per facilitare il passaggio generazionale della ricchezza, consentono al fondatore di mantenere il controllo sostanziale sui beni per tutta la vita, pur trasferendone formalmente la proprietà.

Secondo analisti del settore, si tratta di uno spostamento strategico significativo. Molti oligarchi e imprenditori legati al Cremlino stanno abbandonando i tradizionali trust esteri, diventati troppo visibili e vulnerabili, per optare per queste entità più opache. La dinamica in atto testimonia uno sforzo concertato per mettere al riparo fortune personali e familiari dalla portata delle autorità regulatorie occidentali.

Il meccanismo legale per l’anonimato e il controllo

Il funzionamento di queste fondazioni si basa su un sofisticato costrutto giuridico che separa formalmente gli asset dalla persona fisica del beneficiario ultimo. Gli attivi vengono trasferiti in proprietà della fondazione, che diventa così il titolare legale. Il fondatore, tuttavia, spesso mantiene un ruolo di controllo attraverso la nomina di amministratori fidati o l’inserimento di familiari stretti negli organi direttivi.

Questo meccanismo rende estremamente complesso per i regolatori occidentali identificare il vero beneficiario economico (beneficial owner). Poiché le sanzioni personali colpiscono specifici individui, ma non si estendono automaticamente ai membri della famiglia o a entità giuridiche separate, le fondazioni creano uno scudo protettivo. I patrimoni possono continuare a essere gestiti e fruiti, mentre il nesso diretto con la persona sottoposta a sanzioni viene oscurato.

Inoltre, una volta trasferiti alla fondazione, gli asset cessano di appartenere legalmente al fondatore. Ciò li rende tecnicamente inaccessibili per eventuali sequestri o ordini di confisca emessi da tribunali internazionali contro specifici oligarchi. La struttura crea una sorta di “porto sicuro” giuridico, dove il capitale rimane protetto grazie al semplice cambio di titolarità formale.

Le giurisdizioni preferite: dagli Emirati Arabi a Hong Kong

Per quanto riguarda gli asset detenuti all’estero, le destinazioni privilegiate dall’élite russa sono giurisdizioni con un elevato grado di riservatezza e relazioni politiche non allineate con l’Occidente. Gli Emirati Arabi Uniti, in particolare Dubai, e la regione amministrativa speciale cinese di Hong Kong sono in testa alla lista.

Secondo Yann Mrazek, managing partner dello studio di consulenza con sede a Dubai M/HQ, solo negli Emirati nel 2025 cittadini russi hanno istituito tra i 40 e i 50 nuovi fondi. Questi centri finanziari offrono un livello di anonimato difficile da ottenere in Europa o negli Stati Uniti e sono restii a cooperare con le richieste investigative occidentali.

Queste piattaforme consentono di effettuare transazioni finanziarie internazionali attraverso intermediari, occultando l’origine dei fondi e il loro legame con soggetti sanzionati. La scelta di giurisdizioni “amiche” garantisce anche una maggiore protezione da eventuali pressioni politiche o tentativi di estradizione di informazioni.

L’adattamento è continuo: nonostante l’espansione dei divieti sui servizi fiduciari in UE e Svizzera, gli oligarchi russi stanno reclutando avvocati e amministratori in paesi neutrali. Questo dà vita a un’infrastruttura finanziaria parallela che ignora di fatto le richieste dei regolatori occidentali, assicurando la sopravvivenza del capitale anche sotto stretta sorveglianza.

La sfida per i regolatori e il futuro delle sanzioni

La proliferazione di queste fondazioni private rappresenta una sfida significativa per l’efficacia a lungo termine del regime sanzionatorio occidentale. I meccanismi attuali, focalizzati su individui e entità specifiche, si rivelano sempre più vulnerabili a strategie di elusione così sofisticate.

Gli esperti sottolineano che una risposta efficace richiederebbe una maggiore armonizzazione e coordinamento tra i diversi regimi sanzionatori di UE, USA, Regno Unito e altri centri finanziari chiave. Senza un’azione concertata che includa anche giurisdizioni come gli Emirati Arabi Uniti o la Svizzera, gli sforzi rimarranno parziali.

Una strada percorribile potrebbe essere l’imposizione di sanzioni secondarie sulle istituzioni finanziarie che forniscono servizi a fondazioni private anonime con sospetti legami russi. Aumentare la pressione sulle giurisdizioni che offrono strumenti per occultare capitali è considerato un passo necessario.

La battaglia si sta spostando quindi dal semplice congelamento di asset individuati alla capacità di smantellare le complesse reti legali e finanziarie costruite per proteggerli. L’evoluzione delle contromisure occidentali determinerà se le sanzioni riusciranno a mantenere la loro forza di dissuasione economica o se diventeranno progressivamente meno penetranti di fronte all’ingegnosità dell’élite russa.

1 Comment

  1. Ma che situazione surreale! Mentre noi combattiamo contro il caro vita qui in Italia, i russi si inventano nuovi modi per proteggere i loro miliardi. Chissà se un giorno anche noi avremo bisogno di fondazioni per tutelare i nostri risparmi dai politici… 😳

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