Tre calciatrici iraniane tornano a casa dopo aver ottenuto asilo in Australia

15.03.2026 10:25
Tre calciatrici iraniane tornano a casa dopo aver ottenuto asilo in Australia

Tre calciatrici iraniane ritornano in patria dopo aver chiesto asilo in Australia

Tre calciatrici della nazionale femminile iraniana, che avevano inizialmente chiesto asilo in Australia, hanno deciso di tornare in Iran, travolte dalle minacce per la sicurezza delle loro famiglie in patria, riporta Attuale.

La loro fuga durante il soggiorno in un hotel australiano, documentata in un video, ha suscitato grande attenzione mediatica. Tuttavia, Zahra Soltan Meshkehkar, Mona Hamoudi e Zahra Sarbali hanno annunciato la loro intenzione di unirsi al resto della squadra nel viaggio di ritorno. Il ministro degli Interni australiano, Tony Burke, ha confermato la notizia, aggiungendo che Hamoudi e Sarbali erano tra le prime atlete a chiedere asilo e a rifugiarsi con la polizia australiana.

In totale, delle sette calciatrici che inizialmente avevano espresso il desiderio di rimanere in Australia, solo tre rimangono ora come disertori. Mohaddeseh Zolfi è stata la prima a rinunciare alla propria richiesta di asilo, ricongiungendosi con la squadra. Le tre calciatrici pronte a tornare in Iran sono arrivate a Kuala Lumpur, in Malesia, come riportato dalle organizzazioni per i diritti umani.

Le calciatrici erano state etichettate come “infedeli” dalla televisione di stato iraniana dopo essersi rifiutate di cantare l’inno nazionale durante una partita contro la Corea del Sud, mentre il paese affrontava bombardamenti da parte di Stati Uniti e Israele. Tre giorni dopo, le stesse giocatrici hanno cantato l’inno con un saluto militare, evidenziando l’intensificarsi delle pressioni da parte delle autorità iraniane.

Il ministero dello Sport iraniano ha dichiarato che “lo spirito nazionale e il patriottismo della nazionale di calcio hanno sconfitto i piani del nemico” e ha accusato il governo australiano di essere complice di una “guerra psicologica” contro le atlete. Nonostante il ritorno, la situazione attuale delle calciatrici rimane incerta, poiché potrebbero non essere accolte come eroine al loro rientro in patria.

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