Risultati del Primo Turno delle Elezioni Amministrative in Francia: Rassemblement National e la Sinistra Frenano
Domenica scorsa, in Francia, si è svolto il primo turno delle elezioni amministrative in oltre 35.000 comuni, vitali per valutare lo stato di salute dei partiti in vista delle presidenziali del 2027, riporta Attuale.
Il Rassemblement National ha ottenuto risultati migliori del previsto, ma non ha raggiunto le aspettative più ottimistiche. Ha riconfermato il suo sindaco a Perpignan, l’unica grande città che attualmente governa, mentre in altre località dovrà confrontarsi con situazioni complesse al secondo turno. A Marsiglia, uno storico bastione della sinistra, il candidato RN Franck Allisio si è posizionato secondo con il 35%, superato dal sindaco uscente, l’indipendente di sinistra Benoît Payan, che ha conquistato il 36,7%. Payan entra come favorito per il ballottaggio.
Il Rassemblement National è più competitivo a Tolone, dove già aveva vinto nel 1995. Qui la candidata Laure Lavalette, alleata della leader del partito Marine Le Pen, ha ottenuto il 42%. La lista civica di destra guidata da Josée Massi ha preso il 29% dei voti, confermando un margine favorevole per il RN.
Il Partito Socialista, storicamente forte a livello locale, ha riportato risultati incoraggianti in diverse città cruciali, tra cui Parigi. Il candidato Socialista Emmanuel Grégoire, sostenuto dalla precedente amministrazione, ha ottenuto quasi il 38%, superando la Repubblicana Rachida Dati, che si è fermata al 25,4%. Anche la France insoumise di Jean-Luc Mélenchon ha mostrato segni di forza, imponendosi come un attore imprescindibile al ballottaggio.
Il sistema elettorale francese ha tradizionalmente avvantaggiato i partiti avversi al Rassemblement National, poiché in passato, altri candidati si coalizzavano per sconfiggere l’estrema destra prima del ballottaggio. Tuttavia, la popolarità crescente del RN potrebbe complicare questa dinamica. Dopo i risultati, Jordan Bardella, co-leader del partito, ha dichiarato la sua intenzione di formare alleanze in vista del secondo turno, tendendo “una mano aperta alle liste di destra” in tutto il paese.
La tensione tra la sinistra moderata e la France insoumise si fa sempre più evidente. Recentemente, il rifiuto della France insoumise di prendere le distanze dal gruppo di estrema sinistra Jeune Garde Antifasciste, coinvolto in un omicidio di un militante di destra, ha complicato le potenziali alleanze. Olivier Faure, leader del Partito Socialista, ha aperto alla possibilità di accordi locali, ma ha escluso intese a livello nazionale con la France insoumise per il secondo turno.
Un esempio chiave di questa conflittualità è Parigi, dove Grégoire avrà difficoltà a vincere senza allearsi con la France insoumise, rappresentata da Sophia Chikirou, che ha ottenuto quasi il 12% dei voti e ha già espresso disponibilità a collaborare.
I candidati della coalizione centrista del presidente Emmanuel Macron hanno registrato performance deludenti. La loro base, mai davvero consolidata a livello locale, ha mostrato segni di cedimento a favore delle destre. A Nizza, l’alleato del Rassemblement National, Eric Ciotti, ha ottenuto oltre il 43% contro il sindaco uscente Christian Estrosi, fermo al quasi 31%. Ciotti, ex presidente dei Repubblicani, ha formato un’alleanza con il RN, portando avanti la spinta verso destra.
Uno dei pochi candidati centristi a ottenere un buon risultato è stato l’ex primo ministro Edouard Philippe, comune a Le Havre, dove ha preso oltre il 43%. Philippe, leader del partito di centrodestra Horizons, ha significativamente investito in queste elezioni, dichiarando che un suo eventuale fallimento potrebbe compromettere le sue ambizioni presidenziali nel 2027.