Nordio sul referendum: l’opposizione è responsabile di un clima avvelenato, “la sinistra ha alzato i toni”

17.03.2026 02:25
Nordio sul referendum: l'opposizione è responsabile di un clima avvelenato, "la sinistra ha alzato i toni"

Riforma della giustizia in Italia: il ministro Nordio critica l’opposizione

Firenze, 17 marzo 2026 – Il Ministro Carlo Nordio avverte che l’atmosfera a sei giorni dal referendum sulla riforma della giustizia è pesante, con accuse reciproche tra governo e opposizione che hanno distolto l’attenzione dai contenuti della proposta. “Non siamo stati noi a creare questo clima: abbiamo cercato di restare sui contenuti, la chiamata alle armi è stata fatta dalle opposizioni. Poi ci sono state affermazioni da entrambe le parti di una certa pesantezza, fino agli insulti…”, riporta Attuale.

Nordio ha sottolineato che i cittadini hanno poca chiarezza sugli aspetti fondamentali della riforma, che prevede la separazione delle carriere e l’istituzione di un’Alta Corte per i procedimenti disciplinari. Questi temi, già avanzati dalla sinistra, sono stati trasformati in una mera opportunità politica per criticare l’esecutivo.

Secondo il ministro, la riforma mira a ridurre l’influenza politica sulle nomine giudiziarie. “No, non tra 10mila magistrati. Per l’Alta Corte solo coloro che hanno trent’anni di esperienza e per i due Csm si deciderà con i decreti attuativi”, ha precisato, smentendo che il sistema di sorteggio possa compromettere la meritocrazia.

Nordio ha affrontato anche le accuse secondo cui la riforma limiterà l’autonomia dei magistrati. “Assolutamente no, la riforma lascia inalterato il punto in cui il pm dispone della polizia giudiziaria”, ha dichiarato, evidenziando che l’obiettivo è migliorare il coordinamento e la preparazione degli inquirenti.

La risposta alla riforma e le posizioni dei partiti sono state oggetto di ampio dibattito negli ultimi giorni, con i sostenitori che vedono nel referendum un’opportunità per modernizzare il sistema giuridico italiano e gli oppositori che avvertono di una possibile erosione dell’indipendenza della magistratura.

Il ministro ha concluso rivendicando la necessità del confronto con tutte le parti interessate, compresi magistrati, avvocati e accademici, prima di finalizzare i decreti attuativi previsti dalla riforma. “Lo dicono, non è vero. Vogliamo prima un confronto con magistratura, avvocatura e accademici”, ha ribadito, aprendo alla possibilità di modifiche basate sulle consultazioni.

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