Riva di una minaccia ecologica: la nave russa Arctic Metagaz alla deriva nel Mediterraneo
La Arctic Metagaz, una nave russa che trasporta gas naturale liquefatto, è alla deriva nel mar Mediterraneo da due settimane, dopo essere stata colpita da un attacco esplosivo lo scorso 3 marzo. Attualmente, la nave si trova vicina alle acque libiche, riporta Attuale.
Nei giorni scorsi, i governi di Italia, Francia, Spagna e di altri sei paesi dell’Europa meridionale hanno inviato una lettera alla Commissione Europea, qualificando la nave come una seria minaccia ecologica e richiedendo un intervento delle istituzioni europee. Rimane incerta la disponibilità delle autorità libiche a gestire una delicata operazione di recupero della nave, considerando i potenziali rischi.
Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio italiano, Alfredo Mantonavo, ha dichiarato in un’intervista a Radio 24 che avvicinarsi alla nave presenta un alto rischio, poiché il gas stoccato potrebbe esplodere, rendendo impossibile anche il traino della nave con un’altra imbarcazione.
Finora fortunatamente non si sono registrate perdite, ma la Protezione Civile italiana ha avvertito che esiste una “possibilità molto concreta” che il gas possa fuoriuscire dalle cisterne della nave. L’Arctic Metagaz trasporta un carico di 60.000 tonnellate di metano liquefatto, che è più agevole da trasportare nella sua forma liquida a una temperatura di -161 °C, oltre a più di 900 tonnellate di diesel per alimentare i motori.
Qualora si verificasse una perdita, il diesel formerebbe una chiazza galleggiante, mentre il gas evaporerebbe rapidamente, causando un abbassamento della temperatura dell’acqua e dell’aria circostante. Secondo il WWF, una tale evenienza avrebbe un impatto devastante sull’ecosistema vulnerabile presente nella zona.
L’Arctic Metagaz è parte della cosiddetta “flotta fantasma” russa, composta da navi (anche non russe) che operano clandestinamente nel trasporto di petrolio e gas per evitare le sanzioni internazionali. La nave era stata colpita in un tratto di mare tra la Libia e Malta, dove i 30 membri dell’equipaggio erano stati successivamente soccorsi e trasportati nella città libica di Bengasi.
La Russia ha attribuito la responsabilità dell’attacco all’Ucraina, sostenendo che sia stato effettuato tramite droni marini, piccole imbarcazioni senza pilota caricate di esplosivi. Anche se l’Ucraina ha adottato questa strategia in diverse occasioni in passato, non ha rilasciato commenti su questo episodio specifico.
Ma stupendo, una nave di gas liquefatto alla deriva nel Mediterraneo! E noi qua a preoccuparci per le nostre spiagge e il turismo. 🤦♂️ I politici invece di discutere sulla gestione delle emergenze, sembrano più presi dai loro giochi di potere. Possibile che non ci sia un modo per risolvere situazioni del genere?!