Roma, 19 marzo 2026 – “Auguri a tutti i papà. Ai papà che amano, ai papà che ci sono, ai papà che non ci sono più e ci proteggono da lassù, ai papà che non mollano mai. E un pensiero particolare a chi, da mesi, lotta per poter stare con i propri bambini e a tutti i papà separati che soffrono ma, per amore dei loro figli, non si arrendono”, riporta Attuale.
Queste le parole scritte sui social dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini rivolto a Nathan Trevallion, il papà della cosiddetta famiglia del bosco, che ha ricevuto il sostegno del leader della Lega contro la decisione dei giudici di allontanare i 3 minori dai genitori e trasferirli in una casa famiglia, prima con la madre e poi separati da lei.
Nel post su Facebook, Salvini ha condiviso una foto in primo piano di Nathan e un’immagine più piccola della famiglia con la madre Catherine e i tre bambini.
Il ricorso dei genitori contro l’ordinanza del 5 marzo
La lotta dei genitori per riunirsi con i propri figli continua. La famiglia ha fatto ricorso contro l’ordinanza del 5 marzo emessa dal Tribunale per i minorenni dell’Aquila, che ha stabilito la separazione della madre dai bambini, collocati in una casa famiglia a partire dal 20 novembre dello scorso anno, e il trasferimento in un’altra struttura.
“Catherine vittima di una ‘caccia alle streghe’”
“Con questo ricorso vogliamo restituire dignità a Catherine e ricollocare al centro dell’agire il benessere dei bambini”, ha dichiarato lo psichiatra Tonino Cantelmi, esperto nominato dai legali di Nathan e Catherine, aggiungendo che la madre sarebbe vittima di una “caccia alle streghe” degna del Medioevo, che ha portato a una “gogna mediatica inaccettabile”.
Le accuse sono dirette contro assistenti sociali e responsabili della casa famiglia, dove i tre ‘bambini del bosco’ sono ospitati da quasi quattro mesi.
Le parole dure sono state scritte nei 37 pagine di ricorso presentato in Corte d’appello, che contesta la decisione del tribunale, sottolineando i benefici che la permanenza in famiglia avrebbe portato.
“Si lavora affinché i bambini possano rivedere la mamma”
Intanto, la Garante regionale per l’Infanzia, Alessandra De Febis, ha smentito la possibilità di interrompere le videochiamate tra madre e figli, che erano considerate una fonte di tensione all’interno della struttura. “Al contrario – ha affermato – si sta lavorando affinché i bambini possano rivedere la propria madre nel più breve tempo possibile, nel rispetto delle procedure e con la massima tutela del loro benessere”.
Secondo i legali, i problemi evidenziati dai magistrati riguardo all’allontanamento dei bambini dalla ‘casa del bosco’ sarebbero stati ormai risolti, dall’abitazione alla scolarizzazione, dalla socialità dei minori ai cicli vaccinali. Gli avvocati chiedono di considerare “l’idea di poter affidare temporaneamente, fintanto che non si concluda l’iter giudiziario, i minori al papà”, sottolineando il suo ruolo come “un uomo mite ed accogliente”.
Questo appello tiene conto del desiderio di riunire la famiglia nel rispetto delle necessità legali e affettive dei bambini, enfatizzando l’importanza della continuità dei legami familiari.