L’ambasciata del Kazakhstan a Roma celebra il Nawruz con oltre 300 studenti kazakhi

20.03.2026 19:57
L'ambasciata del Kazakhstan a Roma celebra il Nawruz con oltre 300 studenti kazakhi

Festeggiamenti del Nawruz all’ambasciata del Kazakhstan a Roma

Oltre 300 giovani kazakhi che vivono e studiano a Roma si sono riuniti oggi, 20 marzo, all’ambasciata del Kazakhstan in Italia per celebrare il Nawruz, il Capodanno persiano, che viene festeggiato da oltre 3mila anni in concomitanza con l’equinozio di primavera in tutta l’Asia centrale e in Iran, Afghanistan e Azerbaigian. L’evento ha incluso musiche tradizionali e moderne, cibo, danze e perfino una breve sfilata di moda, espressioni di un Paese, il Kazakhstan, che ricorda le proprie radici guardando al futuro, riporta Attuale.

“Parliamo di una festa antichissima che celebra il nuovo anno ma anche la natura che rinasce, e noi con essa, con l’arrivo della primavera”, ha dichiarato a “Agenzia Nova” l’ambasciatore kazakho Yerbolat Sembayev. Il diplomatico ha sottolineato come le celebrazioni di quest’anno siano particolarmente significative per il Kazakhstan, che ha recentemente adottato una nuova Costituzione a seguito del referendum del 15 marzo. “Per noi si tratta di un rinnovamento del Paese e della nostra politica. Avremo un vicepresidente, un nuovo parlamento unicamerale e una serie di altri importanti cambiamenti del nostro sistema politico e amministrativo”, ha aggiunto Sembayev.

Tra gli organizzatori della festa c’è Gaukhar Zhakimova, presidente dell’associazione degli studenti kazakhi in Italia. Zhakimova, che studia relazioni internazionali all’Università degli Studi di Milano, ha spiegato di essere solo una dei circa 4 mila connazionali che soggiornano nel nostro Paese per motivi di studio. A questi, ha sottolineato, si aggiungono altre persone che hanno completato il loro percorso di studi e sono rimaste in Italia per perfezionare la propria formazione, lavorare o stabilirvisi definitivamente. “Amo la lingua e la cultura italiana – ha dichiarato a “Agenzia Nova” – e sono molto felice qui”.

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