Un’elezione incerta in Slovenia: tensioni e scandali emergono a pochi giorni dal voto
Le elezioni parlamentari della Slovenia, previste per domenica, si trovano in un contesto di incertezza senza un chiaro favorito. Fino a poco tempo fa, il Partito Democratico Sloveno (SDS) di Janez Janša, già primo ministro per tre mandati e ora all’opposizione, sembrava in vantaggio nei sondaggi. Tuttavia, accusato di aver utilizzato una società israeliana di intelligence per compromettere l’attuale primo ministro Robert Golob, il panorama politico si è fatto instabile, riporta Attuale.
Con circa 2,1 milioni di abitanti, il risultato elettorale sloveno potrebbe avere ripercussioni significative a livello europeo. Golob è un sostenitore dell’Europa di centrosinistra, mentre Janša ha Viktor Orbán come alleato e modello. Un’eventuale vittoria di Janša potrebbe inserire la Slovenia nel club dei paesi dell’Europa centrale e orientale governati da leader populisti di destra, critici nei confronti dell’Unione Europea e più tolleranti verso la Russia.
Nel corso della campagna elettorale, le influenze esterne sono diventate un tema centrale. All’inizio di marzo, sono emersi video che rivelerebbero conversazioni compromettenti di quattro collaboratori di Golob con investitori stranieri, implicando suggerimenti per ottenere appalti in modo illegale.
I protagonisti dei video hanno riferito di essere stati registrati senza il loro consenso e hanno denunciato la manipolazione delle riprese. In seguito, un’organizzazione non governativa slovena e alcuni giornalisti hanno rivelato che i video erano stati realizzati dalla società Black Cube, fondata nel 2010 da ex membri delle forze armate e dei servizi segreti israeliani. I servizi segreti sloveni hanno confermato che a dicembre membri di Black Cube erano stati in Slovenia e avevano incontrato rappresentanti del SDS. Janša, che aveva inizialmente smentito i contatti, ha poi parzialmente ammesso la verità.
Golob ha accusato Janša di “alto tradimento”, denunciando il tentativo di influenzare le elezioni attraverso “entità straniere”. Janša ha risposto dichiarando di non avere alcun legame con i video, ma ha elogiato Black Cube, affermando che meritava “una statua nel centro di Lubiana” per aver rivelato la “corruzione diffusa” del governo.
Famosa per le sue pratiche controverse, Black Cube è stata coinvolta in vari scandali nel corso degli anni. Nel 2017, ha assistito l’ex produttore Harvey Weinstein nel tentativo di screditare le donne che lo accusavano di violenza sessuale. Inoltre, nel 2022 alcuni suoi membri sono stati condannati in Romania per intimidazione di magistrati.
I candidati hanno opinioni contrastanti su Israele: mentre il governo di Golob ha riconosciuto lo stato di Palestina e vietato la vendita di armi a Israele, Janša, durante il suo mandato, esponeva la bandiera israeliana nei palazzi governativi, allineandosi con le posizioni dell’amministrazione Trump.
Sebbene non sia ancora dimostrato che Janša avesse ingaggiato Black Cube, il contesto ha già influenzato le preferenze di voto. I sondaggi mostrano un sostanziale pareggio tra i due principali partiti, suggerendo che nessuno potrebbe ottenere una maggioranza autonoma. Saranno quindi cruciali i voti dei partiti minori per formare eventuali alleanze.
Nel 2022, Golob, ex uomo d’affari e leader del Movimento per la Libertà, aveva vinto le elezioni con un ampio margine. Tuttavia, durante i quattro anni di governo, la sua amministrazione è stata segnata da scandali e una crescita economica inferiore rispetto al passato, con un PIL che è aumentato solo dell’1,1% nel 2025.
Janša ha governato per quasi otto anni complessivamente, dal 2004 al 2022, e nel tempo ha adottato posizioni sempre più autoritarie e di destra, limitando i fondi all’agenzia di stampa statale e cercando di ostacolare la stampa di opposizione, contemporaneamente promuovendo i valori della “famiglia tradizionale” e intensificando la retorica anti-immigrazione.