Nuove regole Ue per il riciclo delle capsule di caffè: obblighi per le aziende in arrivo

22.03.2026 16:55
Nuove regole Ue per il riciclo delle capsule di caffè: obblighi per le aziende in arrivo

Le capsule del caffè destinati a diventare imballaggi per la raccolta differenziata

Milano, 22 marzo 2026 – A partire da agosto, le capsule del caffè saranno classificate come imballaggi destinati alla raccolta differenziata. Marco Versari, presidente di Biorepack, consorzio per il riciclo degli imballaggi compostabili, ha descritto i cambiamenti che le aziende devono affrontare in questo nuovo contesto, riporta Attuale.

Attualmente non esistono obblighi specifici, ma in futuro sarà necessario designare un ente responsabile della raccolta e del riciclo, a seconda del materiale. Le capsule verranno integrate nei consorzi che gestiscono gli imballaggi, con l’intento di migliorare la sostenibilità.

Cosa dovranno fare le aziende?

Le aziende saranno obbligate a garantire il riciclo delle capsule, poiché i consorzi si occuperanno di raggiungere gli obiettivi di riciclo stabiliti dalle normative europee.

Quali sono le vostre strategie?

“Biorepack ha una struttura organizzativa semplice, poiché sia il contenitore che il contenuto condividono lo stesso destino. Stiamo parlando di prodotto compostabile. I cittadini devono riconoscere correttamente le capsule compostabili e conferire i prodotti nella raccolta dell’umido. Il materiale verrà quindi trattato negli impianti dedicati alla frazione organica per produrre compost, contribuendo alla fertilità del suolo”, ha spiegato Versari.

Nel 2024, in Italia sono state raccolte quasi 30 milioni di tonnellate di rifiuti urbani, secondo i dati dell’Ispra. Queste cifre evidenziano l’importanza della gestione dei rifiuti e il potenziale di miglioramento nella raccolta differenziata.

Che quota occupate nel mercato delle capsule da caffè?

Qual è la ragione?

“La produzione di capsule è dominata da materiali come plastica e alluminio, scelti dai grandi marchi in base alle tecnologie utilizzate. Le capsule compostabili hanno guadagnato attenzione in quanto entrano nel ciclo di riciclo della frazione organica”.

Potreste chiarire?

“L’Italia ha sviluppato un modello di raccolta della frazione organica molto avanzato in Europa, e questo spiega perché alcune delle principali capsule compostabili provengano da aziende italiane”, ha aggiunto.

È una scelta ecologica?

“Non solo ecologica, ma rappresenta anche modelli di sviluppo innovativi. L’evoluzione degli imballaggi compostabili va oltre, includendo anche le soluzioni per la quarta gamma”, ha dichiarato il presidente di Biorepack.

In che senso?

“Pensiamo alle insalate già lavate: anche in questo caso ha senso un contenitore che può essere riutilizzato per la raccolta dell’umido. Si tratta di materiali che devono soddisfare specifici requisiti, come la capacità di preservare la qualità del prodotto”, ha spiegato Versari.

Il nuovo regolamento europeo rappresenta una crisi per voi?

“Assolutamente no. Siamo già pronti a monitorare il peso delle capsule compostabili raccolte e compensare le amministrazioni locali”, ha risposto.

Significa che contenuto e contenitore hanno la stessa destinazione?

“Esattamente. Entrambi contribuiscono a restituire nutrienti al suolo attraverso il compostaggio, di cui l’Italia ha un grande bisogno. Ci occupiamo di recuperare le capsule e finanziamo le amministrazioni, le quali inviano il materiale agli impianti per la produzione di compost. Questo completa il ciclo e risponde alle esigenze dell’agricoltura italiana”.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere