Il misterioso furto del telefono di Morgan McSweeney scuote la politica britannica
Il furto dell’iPhone dell’ex capo dello staff di Keir Starmer, Morgan McSweeney, ha sollevato un vero e proprio polverone nella politica britannica. Questo dispositivo conteneva messaggi scambiati con Lord Mandelson, ex ambasciatore a Washington rimosso lo scorso anno a causa di legami con Jeffrey Epstein. Si attendeva con trepidazione la pubblicazione di questi scambi su WhatsApp, ma le circostanze del furto hanno sollevato più di una perplessità, riporta Attuale.
Quando McSweeney ha denunciato il furto lo scorso ottobre, non si è identificato come braccio destro del primo ministro, affermando solo che si trattava di un “telefono governativo”. Le indicazioni fornite alla polizia sono state vaghe, e la sicurezza di Downing Street non ha intrapreso alcuna azione per recuperare il dispositivo. Inoltre, McSweeney ha ignorato due chiamate da Scotland Yard, che voleva effettuare ulteriori accertamenti. Infine, il telefono è stato bloccato da remoto, cancellando i suoi contenuti, in conformità con le politiche governative di non effettuare backup sul cloud.
Questa situazione ha alimentato le speculazioni, con l’opposizione che grida al complotto. I conservatori sostengono che “l’intero affare puzza di insabbiamento”, mentre il leader populista Nigel Farage ha commentato: “È un furto molto comodo per McSweeney: pensano che il pubblico britannico sia composto da completi idioti?”. Anche all’interno del Partito Laburista ci sono dubbi sulla veridicità della versione ufficiale.
È importante notare che McSweeney era il principale sostenitore della nomina di Mandelson ad ambasciatore a Washington, e ha condotto una verifica affrettata sull’ex ambasciatore, nonostante si conoscessero i legami con Epstein. Quando queste informazioni sono emerse lo scorso settembre, Mandelson è stato richiamato e, dopo la rivelazione di aver passato informazioni governative a Epstein, è stato arrestato e interrogato dalla polizia.
A febbraio, McSweeney ha accettato di farsi da capro espiatorio e si è dimesso, lasciando il primo ministro in una posizione vulnerabile. Ora si attende la pubblicazione di ulteriori documenti interni riguardanti la nomina di Mandelson, i cui effetti potrebbero ricadere direttamente sul premier. In questo contesto, l’improvvisa scomparsa di un telefono che potrebbe contenere comunicazioni compromettenti tra McSweeney e Mandelson suona particolarmente sospetta, alimentando le voci di un insabbiamento all’interno del governo laburista.