Missione “Ciliegi nel Deserto”: équipe di medici italiani in aiuto ai campi profughi saharawi in Algeria

29.03.2026 11:55
Missione “Ciliegi nel Deserto”: équipe di medici italiani in aiuto ai campi profughi saharawi in Algeria

Medici italiani in missione nei campi profughi saharawi in Algeria

Un’équipe di medici e volontari è partita giovedì scorso, 26 marzo, diretta verso i campi profughi saharawi di Tindouf, in Algeria, dove rimarrà fino al 4 aprile per fornire assistenza medica e supporto socio-sanitario a una popolazione in esilio da oltre cinquant’anni. La missione, promossa dall’associazione MAM – Medicina e Assistenza ai Margini, rientra nel progetto “Ciliegi nel Deserto”, volto a garantire cure mediche e sensibilizzare l’opinione pubblica sulla causa del popolo saharawi, spesso trascurata, riporta Attuale.

Durante la permanenza nei campi, il team si dedicherà ad attività di visita, diagnosi e assistenza, ponendo particolare attenzione alle patologie croniche e alle condizioni diffuse legate alla vita nei campi profughi. Complessivamente, la missione porterà con sé quattro quintali di medicinali, dispositivi medici e beni essenziali, frutto di donazioni e di un intenso lavoro di raccolta e preparazione da parte dei volontari.

“Questa missione rappresenta per noi molto più di un intervento sanitario”, ha dichiarato la Presidente di MAM Valeria Cortella. “È una scelta di presenza, significa esserci in un contesto complesso con competenza e responsabilità. Portiamo cure, ma anche ascolto e attenzione. E lo facciamo insieme a tutte le persone che ci hanno sostenuto, perché ogni donazione si trasforma concretamente in assistenza sul campo”.

Il popolo saharawi si trova in una situazione particolarmente critica, diviso tra l’occupazione del Sahara Occidentale e la vita nei campi profughi in Algeria, dove l’accesso a beni essenziali come acqua, cibo e cure mediche dipende in gran parte dagli aiuti internazionali.

Durante la missione, sono previste valutazioni cliniche complete per 210 adulti con diabete, i quali riceveranno visite generali, cardiologiche, neurologiche e oculistiche, oltre a indicazioni per una corretta alimentazione. Per 70 bambini con disturbi neuropsichiatrici saranno effettuate visite specialistiche, con la possibilità di eseguire un EEG quando necessario. I genitori parteciperanno a brevi corsi sulla promozione dello sviluppo neuropsichico in contesti a basse risorse, mentre 20 insegnanti delle scuole primarie prenderanno parte a un programma di formazione sui principali disturbi neuropsichiatrici e sulla loro gestione nell’ambito scolastico.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere