Il divieto al cardinale Pizzaballa di accedere al Santo Sepolcro solleva tensioni diplomatiche

29.03.2026 15:45
Il divieto al cardinale Pizzaballa di accedere al Santo Sepolcro solleva tensioni diplomatiche

Israele vieta l’accesso al Santo Sepolcro al cardinale Pizzaballa durante la Domenica delle Palme

Domenica la polizia israeliana ha impedito al cardinale Pierbattista Pizzaballa di raggiungere la basilica del Santo Sepolcro, situata nella Città Vecchia di Gerusalemme, per celebrare la tradizionale messa della Domenica delle Palme, riporta Attuale.

Le autorità religiose hanno affermato che si tratta della “prima volta da secoli” che ciò accade, evidenziando l’importanza internazionale dell’evento. Il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha convocato l’ambasciatore di Israele, definendo la decisione israeliana “inaccettabile”. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha dichiarato che l’atto costituisce “un’offesa non solo per i credenti, ma per ogni comunità che riconosca la libertà religiosa”. Anche il presidente francese Emmanuel Macron ha criticato l’azione israeliana, sottolineando che si somma al preoccupante aumento delle violazioni dei luoghi santi di Gerusalemme.

Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, stava dirigendosi verso la basilica con padre Francesco Ielpo, custode della Chiesa del Santo Sepolcro dei frati dell’Ordine dei Custodi della Terra Santa. I due ufficiali religiosi sono considerati le massime autorità cattoliche nella regione; la basilica è uno dei luoghi cristiani più significativi al mondo, poiché vi avrebbero avuto luogo la crocifissione, l’unzione, la sepoltura e la resurrezione di Gesù Cristo.

Tradizionalmente, durante la Domenica delle Palme, i cristiani partecipano a una processione verso la basilica per una messa commemorativa. Quest’anno, la processione è stata annullata ed i due religiosi si stavano recando da soli alla chiesa, ma la messa è sempre stata celebrata anche in periodi di alta tensione locale e internazionale.

Dalla guerra tra Israele e Hamas, iniziata nell’ottobre 2023, i controlli da parte della polizia israeliana sono aumentati notevolmente, limitando le libertà per i residenti di Gerusalemme e vietando gli assembramenti pubblici. L’accesso alla Città Vecchia è ora fortemente limitato, specialmente per chi non vi risiede o non lavora. In questa area si trovano siti sacri per le tre principali religioni monoteiste, come la moschea di Al Aqsa e il Muro del Pianto, ciò che rimane dell’antico tempio ebraico distrutto nel 70 d.C.

L’accesso alla Città Vecchia è in genere controllato da forze di sicurezza e consentito solo in orari prestabiliti, che sono stati notevolmente ridotti negli ultimi anni. Recentemente, un frammento di un missile iraniano ha colpito una zona vicina, provocando un ulteriore irrigidimento delle autorità israeliane per motivi di sicurezza.

Tuttavia, non ci sono indicazioni chiare sui motivi che hanno portato a negare l’accesso ai religiosi. Il comunicato congiunto del Patriarcato latino di Gerusalemme e dei Custodi della Terra Santa ha definito la decisione un “grave precedente” e una “misura palesemente irragionevole e gravemente sproporzionata”.

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