Il ministro Valditara invita le famiglie a sostenere i figli: “Non lasciamoli soli”

30.03.2026 13:35
Il ministro Valditara invita le famiglie a sostenere i figli: “Non lasciamoli soli”

Trescore Balneario (Bergamo), 30 marzo 2026 – La professoressa Chiara Mocchi, vittima dell’aggressione avvenuta mercoledì 25 marzo a Trescore Balneario, per mano di un suo studente di 13 anni, “sta molto meglio. Ieri abbiamo avuto un bellissimo colloquio di quasi un’ora. Abbiamo parlato della scuola, di tante problematiche e c’è anche un appello che mi sento di fare anche a nome suo. E cioè l’appello ai genitori ad essere sempre più vicini e attenti alla crescita dei propri figli, a non lasciarli soli, soprattutto quando sono ragazzini, con il cellulare e con i social”, ha dichiarato il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, a margine del convegno “La scuola e il futuro: prospettive e responsabilità educative”, in corso questa mattina a Milano, riporta Attuale.

Cellulari e social

“Coinvolgiamo le famiglie, ricostruiamo questo grande patto tra scuola e famiglia perché la scuola sta iniziando a fare tanto, ricordo il divieto del cellulare in classe, che molti all’inizio hanno criticato, ora lo stanno facendo tutti”, ha proseguito Valditara, sottolineando che “per la prima volta nelle nuove linee guida sull’educazione civica abbiamo inserito l’educazione all’uso corretto del cellulare, dei social, delle nuove tecnologie, dell’intelligenza artificiale, con l’indicazione anche dei rischi che comportano, e questi corsi sono già partiti. Inoltre – ha aggiunto – per la prima volta, educare al rispetto, educare alle relazioni, educare all’empatia sono stati inseriti sia nelle nuove linee guida sull’educazione civica, sia nei nuovi programmi scolastici. La scuola sta facendo la sua parte, ma non può fare tutto. Adesso partirà anche l’assistenza psicologica: cinque sedute gratuite per tutti gli studenti che lo vorranno affrontare insieme, d’accordo con le famiglie, questo percorso. La scuola non può fare tutto senza il contributo delle famiglie.

La paura fra i professori

Fra i docenti serpeggia sempre più la paura di essere vittime di aggressioni, in un clima di crescente inquietudine. Il recente caso di uno studente pescarese che progettava una strage in stile “Columbine” amplifica queste preoccupazioni. Il ministro ha dichiarato: “Certamente c’è questo senso di timore – ma i dati, nonostante queste testimonianze tragiche, sono incoraggianti. Nell’anno scolastico 2023-24 le aggressioni sono state 53 nei primi sette mesi, sono scese a 41 nei primi sette mesi del 2024-25 e a trenta in questo anno, mostrando un trend discendente, e questo è positivo”.

“È un fenomeno mondiale quello delle aggressioni agli insegnanti a cui stiamo assistendo”, ha aggiunto Valditara. “Dobbiamo ripensare molto seriamente perché c’è questa coltivazione di un io ipertrofico, questa mancanza del senso dell’altro, questa mancanza di limiti”.

L’ipotesi metal detector

Valditara ha espresso il proprio parere anche sulla questione dei metal detector. La proposta di inerire controlli simili a quelli militari all’ingresso delle scuole ha suscitato perplessità. “I metal detector non risolvono i problemi, e sarebbe assurdo immaginarli all’ingresso di qualsiasi scuola. Tuttavia, ci sono molte realtà difficili, dove oggettivamente c’è un disagio, dove gli insegnanti e gli studenti sanno che ci sono compagni che portano coltelli in classe. In quei casi, le scuole devono poter chiedere alle istituzioni protezione per gli studenti e per il personale scolastico.”

1 Comment

  1. Incredibile quello che sta succedendo nelle scuole. Sembra che i ragazzi siano sempre più isolati e questi problemi con i social non possono continuare. È triste vedere i professori aver paura di tornare in aula, eppure queste aggressioni non devono diventare la norma. Dobbiamo tutte le famiglie e la scuola assieme, ma chissà se capiranno!

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