Russia e Ucraina ampliano il conflitto in Medio Oriente per ottenere vantaggi strategici
Russia e Ucraina considerano la guerra in Medio Oriente come un’estensione della loro guerra e cercano di trarre immediati vantaggi dalla situazione, utilizzando le informazioni e le risorse reciproche, riporta Attuale. Nonostante il conflitto su larga scala che dura da oltre quattro anni, entrambi i lati stanno trasferendo truppe e armi dal fronte europeo alla regione del Golfo.
Secondo fonti occidentali, la Russia sta fornendo all’Iran informazioni d’intelligence per migliorare l’efficacia dei suoi attacchi con missili e droni, e sembra anche inviare droni suicidi. Questi droni russi sono una versione più avanzata dei modelli Shahed venduti in precedenza all’Iran, dimostrando l’evoluzione delle capacità belliche russe negli ultimi tre anni. Questa assistenza russa è paragonabile a quella fornita dalla CIA all’Ucraina, che ha lavorato per migliorare la precisione degli attacchi ucraini contro strutture critiche in Russia.
Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha affermato che esiste una correlazione diretta tra le basi nel Golfo sorvegliate da satelliti russi e gli attacchi contro le installazioni iraniane, suggerendo un’influenza russa che aumenta i rischi per la sicurezza regionale. I russi, in un contesto di invasione, sembrano preferire inviare droni all’Iran piuttosto che utilizzarli contro le città ucraine, considerando tale mossa come un investimento per colpire obiettivi americani nel Golfo.
La Russia, essendo uno dei maggiori esportatori di petrolio e gas, potrebbe trarre benefici da un’estensione del conflitto in Medio Oriente, con il potenziale aumento dei prezzi del petrolio legato alla crisi. Il blocco dello stretto di Hormuz da parte dell’Iran ha un impatto diretto sulle esportazioni di petrolio, permettendo alla Russia di ottenere maggiore guadagno economico e di reinvestire nella sua guerra contro l’Ucraina.
Le forze ucraine, malgrado gli attacchi russi incuranti nel Donbas e in altre aree, continuano a resistere. Tuttavia, l’aumento dei prezzi dell’energia potrebbe rafforzare ulteriormente le operazioni russe. La Russia ha inoltre recentemente ottenuto la sospensione di alcune sanzioni statunitensi sul petrolio, un risultato mai raggiunto in precedenza.
In un contesto di crescente tensione, c’è il rischio che gli Stati Uniti attacchino le infrastrutture iraniane, portando a ulteriori ripercussioni sui mercati energetici globali. Negli attacchi recenti, droni e missili iraniani hanno colpito la base aerea Prince Sultan in Arabia Saudita, segnando un escalation notevole dei conflitti e dimostrando la vulnerabilità delle forze americane nel Golfo.
Mentre la Russia supporta l’Iran, l’Ucraina sta intensificando il suo supporto ai paesi del Golfo, inviando esperti specializzati nella difesa contro i droni. La recenti missioni diplomatiche di Zelensky nel Golfo mirano a costruire alleanze strategiche per contrastare la minaccia iraniana. I paesi arabi, anche se dipendenti dalla tecnologia statunitense, fronteggiano difficoltà nella protezione dai droni iraniani, poiché il costo e la scarsità delle loro scorte di missili intercettori mettono a rischio la loro sicurezza.
In questo contesto, l’Ucraina potrebbe utilizzare la sua esperienza nella guerra contro i droni per guadagnare finanziamenti dai paesi del Golfo, oltre a chiedere l’assegnazione di missili intercettori per affrontare i missili russi. L’accordo delineato da Zelensky punta a ottimizzare l’uso delle risorse per fronteggiare le minacce comuni di Iran e Russia.
Infine, l’Ucraina intensifica le operazioni contro le raffinerie russe e i porti sul Baltico, per limitare i guadagni di Mosca derivanti dalla crisi energetica attuale.