Mille firme in otto ore per il ritorno delle preferenze nella legge elettorale

01.04.2026 12:55
Mille firme in otto ore per il ritorno delle preferenze nella legge elettorale

Onorato lancia petizione contro le liste bloccate: raccolte oltre mille firme in otto ore

Roma, 1 aprile 2026 – Alessandro Onorato prova a imprimere uno scatto in un dibattito che, almeno per ora, resta impantanato tra diffidenze reciproche e calcoli politici. Mille firme in otto ore — rivendica il coordinatore nazionale di Progetto Civico Italia e Assessore di Roma Capitale — per dire no alle liste bloccate e sì al ritorno delle preferenze. Un segnale, nelle sue intenzioni, che punta dritto al cuore di una discussione che ancora fatica a decollare, nonostante l’avvio formale dell’iter parlamentare, riporta Attuale.

“In appena 8 ore abbiamo raccolto oltre mille firme verificate sulla nostra petizione su Change.org per dire “no” alle liste bloccate e “sì” alle preferenze, l’opposto di ciò che il Governo Meloni ha proposto con la nuova legge elettorale. Questo è solo l’inizio di una raccolta firme che porteremo avanti sia in forma digitale che nelle piazze”, assicura Onorato. E aggiunge: “La Costituzione parla chiaro – sottolinea – il suffragio è universale e la scelta degli italiani deve avvenire senza intermediazioni. Le liste bloccate allontanano la partecipazione dei cittadini: è fondamentale che ognuno scelga direttamente chi va in Parlamento”.

Intanto in commissione Affari costituzionali alla Camera si è consumato il primo passaggio tecnico, l’incardinamento, ma il clima resta quello di una tregua armata. Le opposizioni fanno muro, il centrodestra non accelera. Tradotto: nessuno, per ora, sembra disposto a scoprire le carte fino in fondo. Eppure il terreno è scivoloso. Perché se da una parte la maggioranza ragiona su un sistema che garantisca governabilità — con un premio di maggioranza che resta il vero nodo politico — dall’altra le opposizioni pongono condizioni preliminari nette. La revisione di quel premio, innanzitutto, e delle soglie per ottenerlo. Senza questi correttivi, il dialogo rischia di restare una formula vuota.

È qui che si inserisce l’iniziativa di Onorato, che intercetta un tema carsico ma mai sopito: il rapporto diretto tra elettori ed eletti. Le liste bloccate, sostiene, allontanano i cittadini dalla partecipazione, trasformando il voto in una delega opaca, filtrata dai vertici di partito. Un’accusa che attraversa gli schieramenti e che, negli anni, ha alimentato un malcontento diffuso. Nel frattempo, il calendario scorre senza strappi. Dopo Pasqua partirà il ciclo di audizioni: costituzionalisti, esperti, addetti ai lavori. Un passaggio necessario, ma anche un modo per prendere tempo, mentre nei corridoi — lontano dai riflettori — si muovono gli “ambasciatori” incaricati di sondare possibili convergenze.

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