Italia esclusa dai Mondiali: una nuova “Grande Tragedia Nazionale”
Roma, 2 aprile 2026 – L’esclusione dell’Italia dai Mondiali di calcio rappresenta l’ultima Grande Tragedia Nazionale per un Paese abituato a affrontare disastri. Tuttavia, ci si potrebbe chiedere se non si stia esagerando. I titoli dei giornali di ieri parlano chiaro: “La maledizione dei Mondiali” (Corriere della Sera), “Siamo fuori dal mondo” (Il Giornale), “Il disastro” (noi), “Psicodramma Italia” (Il Tempo), “Disastro Mondiale” (La Stampa), “Il tracollo del calcio” (La Verità), “Tristezza mondiale” (Il Secolo XIX). Lo sdegno è bipartisan: “Vergogna Nazionale”, titola Repubblica, “Vergogna Italia” risponde Libero. Anche i giornali sportivi non sono da meno: “Via tutti!” (Tuttosport), “Tutti a casa!” (Corriere dello Sport), “Tutti a casa” (La Gazzetta dello Sport, in tono più sobrio). Mentre l’Équipe francese sembra divertirsi: “L’Italie encore à terre”. La situazione sui social è stata ancor più esplicativa, con battute sul fatto che la Nazionale ha risultati comparabili ai Jalisse al Festival di Sanremo, riporta Attuale.
Nonostante ciò, il mondo politico non perde occasione di capitalizzare su questa debacle, cercando consensi, per quanto populistici, anche quando si parla di sport. Si sente il bisogno di richiamare il concetto di dimissioni, ora tornato di moda, applicandolo anche al calcio. Sebbene il calcio sia una delle uniche vere passioni nazionali, si potrebbe concordare con Winston Churchill sul fatto che “gli italiani vanno alle partite di calcio come alla guerra e alla guerra come alle partite di calcio”.
La situazione è spiacevole e deludente. Non partecipare ai Mondiali non è una tragedia, ma piuttosto un’umiliazione. Certamente, non è la fine del mondo. Non è il caso di drammatizzare: l’Italia non sarà presente, ma la vita continua. Inoltre, il Paese può vantarsi di recenti successi, come le Olimpiadi invernali e le medaglie vinte, i trionfi di Brignone, Sinner e Antonelli.
Anche se ci sono lamentele sulle giovani generazioni che non hanno mai visto l’Italia giocare i Mondiali, è importante notare come queste celebrazioni sportive possano coesistere con la critica al declino nazionale. Non si può negare che, per molti, è triste pensare che l’azzurro della Nazionale rimarrà in naftalina, ma nonostante tutto, non si tratta di una tragedia nazionale.