Nuovo naufragio a Lampedusa: 19 morti e cinque feriti
Diciannove morti e cinque feriti sono il drammatico bilancio dell’ultimo naufragio a Lampedusa. In totale, il numero delle vittime è salito a trentasette in un solo giorno, secondo quanto denunciato da Save the Children. I superstiti sono 58, tra cui un bambino. Ieri notte, intorno alle 3, una navetta della Guardia Costiera ha soccorso un barcone in difficoltà a 85 miglia dall’isola, nella zona di ricerca e soccorso SAR libica. Il conteggio, riferito dalla ong tedesca Sea Watch, raggiunge quota 104 morti in appena tre giorni in tutto il Mediterraneo, riporta Attuale.
Il salvataggio
All’arrivo della Guardia Costiera, sono stati recuperati già alcuni corpi senza vita, deceduti per ipotermia e per esalazioni di carburante. Altri decessi sono avvenuti durante il trasporto. All’attracco sul Molo Favarolo, i feriti sono stati immediatamente trasportati al Poliambulatorio di Lampedusa, mentre gli altri superstiti sono stati trasferiti all’hotspot di contrada Imbriacola. Una donna ha raccontato che la madre del bambino è deceduta durante il tragitto: questo bambino è uno dei 19 cadaveri recuperati.
Il bambino
La donna ha descritto di aver tenuto il piccolo stretto fra le braccia, cercando di riscaldarlo anche durante il viaggio sulla motovedetta. Gli agenti in servizio all’hotspot di contrada Imbriacola verificheranno il racconto della donna. Altri superstiti hanno riferito che erano in 80 sul gommone di 10 metri partito da Abu Kammash all’alba di lunedì. Tra i sopravvissuti ci sono 16 donne e 5 minori. I migranti hanno dichiarato di provenire da Sudan, Sierra Leone, Gambia, Nigeria, Ghana e Etiopia, e di aver pagato da 400 a 2.000 euro per la traversata.
Il naufragio nel Mar Egeo
Intanto, diciotto persone sono morte in un naufragio al largo della costa di Bodrum, nel sud-ovest della Turchia. La Guardia Costiera ha fatto sapere di aver recuperato 21 superstiti. Naufragi simili sono frequenti tra le imbarcazioni che tentano la traversata dalla Turchia verso le isole greche, un altro punto d’accesso alla Ue.
Le morti evitabili nel Mediterraneo
“Le 37 vite spezzate nei due naufragi non rappresentano una tragedia inevitabile, ma il diretto risultato di politiche europee che continuano a privilegiare la deterrenza anziché la protezione delle persone, incluse migliaia di bambini”, ha dichiarato Save the Children. “Fino a quando l’Ue non sceglierà vie sicure e un sistema strutturato di soccorso, continueremo a piangere morti evitabili nel Mediterraneo”. La ong tedesca Sea Watch invoca una condizione allarmante, sottolineando che almeno 104 persone sono morte nel Mediterraneo negli ultimi tre giorni. Il vicecapogruppo di Avs alla Camera, Marco Grimaldi, ha definito “scioccante” il bilancio delle morti in mare, criticando il silenzio del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, che non ha espresso alcun cordoglio, suscitando così indignazione e accuse di complicità.