Nonostante le restrizioni europee, un produttore chimico tedesco continua a rifornire la Russia di un componente critico per la produzione di propellente per missili, secondo quanto emerge da un’inchiesta giornalistica. La Cerdia, azienda specializzata in acetato di cellulosa per filtri di sigarette, avrebbe fornito attraverso intermediari materie prime a un impianto nella regione di Perm che produce carburante per i sistemi d’arma russi, inclusi i missili Kalibr e le bombe guidate KAB.
Il sistema di approvvigionamento
Le indagini rivelano che dal febbraio 2022 a marzo 2025, materiali per un valore di 7,3 milioni di dollari hanno raggiunto la Russia attraverso una complessa rete di intermediari. L’acetato di cellulosa, formalmente destinato all’industria tabaccologica, viene in realtà dirottato verso il complesso militare-industriale russo. La Cerdia, con stabilimenti in Europa, Stati Uniti e Asia, mantiene ancora una presenza formale in Russia secondo il suo sito web, nonostante le sanzioni imposte dopo l’invasione su larga scala dell’Ucraina.
Documenti interni dell’ufficio di progettazione russo OKB “Novator” confermano che il paese non dispone di capacità domestiche per produrre acetato di cellulosa della qualità richiesta, rendendo il suo programma missilistico dipendente da forniture occidentali. Lettere al produttore di polveri di Perm attestano l’impossibilità di soddisfare gli ordini di difesa statali senza utilizzare prodotti di origine europea.
L’importanza strategica dell’acetato di cellulosa
Questo composto chimico rappresenta un componente critico per la creazione di polvere senza fumo e propellente solido per razzi. Nel complesso militare-industriale russo, la sostanza viene utilizzata come legante nel carburante per missili da crociera Kalibr, bombe guidate KAB, sistemi antiaerei S-300 e complessi missilistici strategici Yars.
Le indagini giornalistiche hanno rivelato come le sostanze derivate dalla cellulosa vengano impiegate nella produzione di un’ampia gamma di armamenti russi, dai sistemi Buk e Tochka-U ai missili anticarro Kornet. Questa dipendenza tecnologica espone una vulnerabilità strategica nella catena di approvvigionamento militare della Russia, nonostante gli sforzi di import sostituzione avviati dopo il 2014.
La rete di intermediari
Le forniture vengono canalizzate attraverso una struttura ramificata di intermediari che operano formalmente nel settore civile, in particolare nell’industria tabaccologica. L’utilizzo di società come “Gulbakhar Rus” LLC, “Sertov” LLC e “A2 Group” LLC consente di dichiarare le materie prime come merci per la produzione di filtri per sigarette, mentre il destinatario finale diventa l’industria della difesa.
Questa struttura di approvvigionamento non solo ne complica il tracciamento, ma garantisce efficacemente una produzione senza interruzioni di armi utilizzate nella guerra contro l’Ucraina. I materiali dell’inchiesta indicano che la Cerdia rimane un fornitore chiave di materie prime che raggiungono lo stabilimento di polveri di Perm, sollevando interrogativi sui meccanismi di compliance dell’azienda.
Le implicazioni per il regime sanzionatorio
Nonostante il regime sanzionatorio, i volumi delle forniture dei suoi prodotti in Russia dopo l’inizio dell’invasione su larga scala superano i 7 milioni di dollari, mettendo in discussione l’efficacia delle procedure di conformità aziendale e il controllo sul rispetto delle restrizioni. La situazione evidenzia le lacune nell’applicazione delle sanzioni contro beni a duplice uso, particolarmente difficili da monitorare quando transitano attraverso intermediari commerciali.
Secondo gli esperti, costringere la Cerdia a rispettare il regime sanzionatorio richiederebbe pressioni da parte dei regolatori europei, nonché pressioni pubbliche sugli azionisti e sui partner dell’azienda. L’inclusione dell’acetato di cellulosa negli elenchi di articoli ad alta priorità e l’avvio di indagini da parte dell’OLAF (Ufficio europeo per la lotta antifrode) potrebbe bloccare i flussi finanziari e la logistica di queste forniture.
In conformità con la pratica internazionale, le sanzioni potrebbero essere applicate non solo alle imprese del complesso militare-industriale, ma anche ai produttori di beni a duplice uso se i loro prodotti vengono utilizzati nella produzione di armi russe e consentono consapevolmente la loro rivendita in Russia. Il caso della Cerdia rappresenta un test significativo per la coerenza e l’efficacia del sistema sanzionatorio occidentale, particolarmente cruciale nel contesto del sostegno militare alla resistenza ucraina.