Sminare l’Ucraina: il lavoro di Kateryna Babayeva, sminatrice professionista vicino a Mykolaiv

06.04.2026 16:25
Sminare l'Ucraina: il lavoro di Kateryna Babayeva, sminatrice professionista vicino a Mykolaiv

Kateryna Babayeva, l’ex benzinaia diventata sminatrice in Ucraina

Kateryna Babayeva, 46 anni, ex benzinaia di Mykolaiv, si è reinventata come sminatrice professionista, un lavoro che, inizialmente considerato folle dai suoi amici e familiari, è ora accettato come fondamentale. La sua missione consiste nell’individuare ed eliminare ordigni esplosivi nel contesto di una guerra in corso, riporta Attuale.

Ogni giorno, Babayeva si reca in un campo di sminamento a circa 40 chilometri dalla sua città, percorrendo un’ora in auto per arrivare. La giornata lavorativa inizia alle 9 e termina alle 15, con due ambulanze sempre pronte nel parcheggio adiacente al campo. Indossa un equipaggiamento protettivo, composto da un grembiule di kevlar e una visiera rinforzata, prima di iniziare il suo lavoro delicato e pericoloso.

Il lavoro si svolge in coppie; il collega di Babayeva assicura la sua sicurezza mentre lei utilizza un metal detector giallo per scandagliare il terreno. La loro operatività è circoscritta a un raggio di 25 metri, a causa dei rischi legati alla presenza di ordigni esplosivi. Terminano le ispezioni solo quando si trovano nuovamente da soli, considerato che la presenza di una terza persona aggraverebbe ulteriormente la già elevata pericolosità della situazione.

In una giornata ideale, un sminatore in buone condizioni può gestire circa 100 metri quadrati di terreno. Tuttavia, considerando l’ampia contaminazione dell’area in cui operano, che si estende su 350 mila metri quadrati, il processo di bonifica impiegherà diversi mesi, atteso fino a sei mesi per la completa rimozione delle mine, tenendo conto delle interruzioni invernali tra novembre e marzo.

Babayeva e il suo team lavorano per l’organizzazione danese DCA, che, in collaborazione con l’ong italiana WeWorld, conduce il progetto di sminamento SMINA, finanziato dall’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo. La situazione in Ucraina è drammatica, con stime che indicano oltre 170 mila chilometri quadrati del paese contaminati da mine e ordigni inesplosi, rendendolo il paese più minato al mondo.

Le forze armate ucraine riferiscono di aver interrato più di mezzo milione di mine, prevalentemente lungo il confine settentrionale con la Bielorussia, contribuendo a un totale che potrebbe arrivare a diversi milioni di ordigni nel paese. Dal 2022, in Ucraina sono stati sparati oltre 17 milioni di proiettili d’artiglieria, di cui centinaia di migliaia sono rimasti inesplosi.

A Mykolaiv, Natalia Vasilkovets e il figlio Eugen si trovano in una difficile situazione. Proprietari di un campo agricolo di 0,35 chilometri quadrati, non hanno prodotto reddito dal 2022 a causa della contaminazione del terreno da esplosivi. Il loro campo è stato preso di mira dai bombardamenti, rendendo impossibile la coltivazione.

Babayeva e il suo team sono all’opera per liberare l’area, essenziale per la ripresa delle attività agricole da parte della famiglia Vasilkovets. Mentor Roka, capo dell’operazione di sminamento, è fiducioso che le operazioni possano concludersi in tempo per la semina dei girasoli. Tuttavia, la complessità burocratica e le procedure militari rappresentano un ostacolo notevole, a differenza di situazioni simili in Medio Oriente, dove gli sminatori possono procedere in modo più autonomo.

Piero Meda, capo missione in Ucraina di WeWorld, sottolinea l’importanza di educare le giovani generazioni sui rischi legati agli ordigni inesplosi, attraverso programmi di sensibilizzazione nelle scuole. Iniziative che mirano a preparare i bambini a riconoscere e proteggersi dai pericoli presentati da mine e ordigni, che continueranno a rappresentare una minaccia anche dopo la fine delle ostilità.

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