Roma, 18 aprile 2026 – Il governo si appresta a lanciare il piano casa, con due termini che emergono: housing remix, un “invito a cambiare prospettiva, ricombinare strumenti e ripensare il modo in cui costruiamo e viviamo”. Questa sintesi è proposta da Ezio Micelli, professore ordinario all’Università IUAV di Venezia e presidente del Comitato scientifico REbuild, per l’edizione 2026, riporta Attuale.
Micelli riflette: “Il modo in cui abbiamo pensato e realizzato case per molto tempo ha evidentemente posto dei problemi che oggi guardiamo quasi con sgomento. Il tema dell’abitazione nelle grandi aree metropolitane è allarmante. Gli affitti possono erodere larga parte del reddito, arrivando anche al 50%, soprattutto per le persone più giovani e per coloro con guadagni modesti. Come abbiamo raggiunto questo punto? Non sono solo Roma e Milano, ma anche Bologna e molte altre città a dover affrontare questa questione, mettendo in difficoltà tanti lavoratori, dall’infermiere al cancelliere di tribunale, fino al professore di scuola media. Le case inaccessibili, sia per acquisto che per locazione, sono un problema crescente”.
Cosa dobbiamo fare
“Dobbiamo riorganizzarci collettivamente per trovare soluzioni”, afferma Micelli, evidenziando che in Italia mancano 1,3 milioni di case, mentre esistono almeno sei milioni vuote. “Le case sono nei luoghi dove gli italiani non vogliono più vivere, e viceversa. Questo sta creando un problema reale, con ampie porzioni del nostro Paese che non interessano più i nostri concittadini. Diverse regioni, in particolare nella parte meridionale e anche alcune zone del Nord, risultano scarsamente attrattive per chi cerca residenza”.
Dove vogliono andare a vivere gli italiani
Ma dove desiderano trasferirsi gli italiani? “Le aree di maggiore interesse sono la pianura padana, lungo l’asse Milano-Venezia, la via Emilia, l’asse del Brennero e l’area metropolitana di Roma. Stiamo osservando anche fenomeni locali di affaticamento del mercato immobiliare causati dall’insorgenza di un turismo pesante. Così ci troviamo con immobili situati in luoghi poco desiderabili. È fondamentale riconsiderare i servizi per riqualificare certe aree e renderle appetibili, da quelli sanitari ai trasporti”.
L’esempio della Svizzera e dell’Olanda
Osservando oltre confine, Micelli porta due esempi di paesi prosperi: “La Svizzera ha un sistema distribuito con città e valli, consentendo una gestione più efficace delle problematiche abitative. Al contrario, l’Olanda, pur avendo un sistema dei trasporti altamente efficiente, si confronta con un grave problema insediativo, dovendo realizzare centinaia di migliaia di alloggi. Se un sistema è attraente, ci si deve preparare a ricevere persone in cerca di residenza”.
Perché aumentano gli acquisti di casa
Secondo Confedilizia, cresce il numero di under 36 che acquistano casa. “Questo è dovuto a una crescente esigenza di sicurezza”, spiega Micelli. “Per troppo tempo, abbiamo considerato le abitazioni come un semplice servizio. Con l’andamento vertiginoso del mercato, si corre il rischio di diventare vittime della situazione. L’acquisto di una casa è diventato uno scudo contro le avversità, rappresentando stabilità e protezione. Questo ha cambiato la nostra concezione: ‘la casa non serve, viviamo in affitto’ è un mantra che ora sembra obsoleto”.
La direzione dell’innovazione
Micelli continua, chiedendosi in che direzione si muove l’innovazione: “REbuild si concentra su come nuove costruzioni possano realizzarsi a costi più bassi e competitivi. Accellera un processo produttivo industrializzato, con componenti già montati che garantiscono elevata qualità a basso costo, riguardando sia nuove costruzioni che la riqualificazione del patrimonio esistente”.
Il problema della sicurezza energetica
Un tema centrale riemerge nei discorsi: “La sicurezza energetica è cruciale e necessita di affrontare forme abitative a consumo zero. Dobbiamo orientare la nostra trasformazione verso una riqualificazione accessibile a tutti, non solo ai più abbienti. Il mercato attuale premia le abitazioni di classe A, a parità di altre caratteristiche, esigendo una risposta efficace dalle politiche abitative”.