Roma, 14 agosto 2026 – Il disastro di Rigopiano si spiega attraverso la mancanza della Clpv (carta di localizzazione pericolo valanghe), che rappresenta un fattore causale certo delle conseguenze devastanti della valanga del 18 gennaio 2017. Sebbene il distacco della valanga rimanga un evento naturale non imputabile a nessuno, questa assenza ha impedito agli enti istituzionali competenti di evitare la tragedia che ha portato alla distruzione della struttura alberghiera e alla morte di molte persone all’interno, riporta Attuale.
I giudici di Perugia, presieduti da Paolo Micheli, hanno emesso la sentenza l’11 febbraio che ha portato alla condanna di tre ex dirigenti regionali e all’assoluzione di altri tre e dei rappresentanti comunali, mentre due ex dirigenti della Provincia di Pescara sono stati dichiarati prescritti. Le motivazioni sono state rese note l’11 agosto, dopo una proroga di 90 giorni, senza sorprese in oltre 150 pagine di dettagli.
Nelle motivazioni, si sottolinea che la responsabilità della Regione è ora centrale, poiché non ha esercitato il dovere di diligenza. I tre condannati – Carlo Visca, Pierluigi Caputi e Vincenzo Antenucci – affrontano in totale sei anni di reclusione. Antenucci è deceduto il 2 luglio scorso.
Responsabilità e prevenzione
La Corte di Perugia conferma la linea della Cassazione, ponendo l’enfasi sulla programmazione preventiva, che non è stata attuata. I giudici evidenziano che l’assenza della Clpv ha limitato la possibilità di adottare misure necessarie per garantire la sicurezza nella zona. I magistrati ricordano come eventi simili di calamità in Italia, come le alluvioni e i terremoti, hanno dimostrato l’importanza di una legislazione e di procedure amministrative efficienti per prevenire tali situazioni.
Specificamente, il caso di Rigopiano è stato classificato come un evento imprevisto, per cui è necessaria una preparazione anticipata, anziché reazioni tardive rispetto all’accaduto. La Corte si ascrive quindi nel contesto della responsabilità della Protezione civile della Regione Abruzzo, riconoscendo che le difficoltà post-terremoto non possono giustificare l’inerzia protratta.
Prescrizione per gli ex dirigenti provinciali
Due ex dirigenti provinciali sono stati prosciolti per prescrizione. Le accuse contro di loro includevano la mancata chiusura tempestiva della strada provinciale 8, fondamentale per la sicurezza dell’area, in quanto le nevicate avevano reso impossibile il passaggio. Secondo i giudici, la decisione di mantenere aperta la strada fino a poche ore prima della valanga ha messo in pericolo gli ospiti e il personale del resort.
Possibile utilizzo dell’elicottero
I giudici hanno fatto riferimento alla possibilità di utilizzare elicotteri per facilitare l’evacuazione dell’hotel, una questione che necessiterà ulteriori approfondimenti legali. Tuttavia, la Corte sottolinea che tale intervento non rientrava tra le competenze degli imputati.
Risarcimenti e futuri sviluppi
Con la chiusura di questo capitolo penale, si apre ora la fase dei risarcimenti. L’avvocato Romolo Reboa, che rappresenta diverse famiglie delle vittime, ha già avviato discussioni con il governo regionale riguardo a fondi per circa 30 milioni di euro. A settembre, Reboa e i suoi assistiti decideranno come procedere, in attesa di eventuali ricorsi in Cassazione da parte degli imputati.
L’avvocato sottolinea che la conferma della responsabilità regionale è cruciale. Il drastico passaggio da richieste di condanne per 151 anni a soli sei anni dimostra l’attuale inefficienza del sistema giudiziario. Ora si attende a una nuova decisione della Cassazione entro 45 giorni, partendo dal 1 settembre.