Controversia in Spagna per il trasferimento di minori non accompagnati da Ceuta
Un piano del governo spagnolo guidato da Pedro Sánchez prevede il trasferimento di 500 ragazze minori non accompagnate arrivate a Ceuta a fine luglio, generando un acceso dibattito politico. Il governo sostiene che le minori debbano essere accolte nella Spagna continentale, poiché Ceuta, un’exclave spagnola in territorio marocchino di meno di 20 chilometri quadrati, non dispone delle risorse necessarie per prendersi cura di loro, mentre il Partito Popolare, di centrodestra, si oppone, invocando che queste ragazze debbano essere espulse, in linea con una politica di rigore sugli ingressi irregolari, riporta Attuale.
Secondo fonti governative, molte di queste minori sono molto giovani e provengono da situazioni di violenza. Alcune hanno espresso minacce di suicidio qualora dovessero essere rimandate nel loro paese d’origine. La legislazione spagnola prevede che i minori non accompagnati vengano sistemati in strutture dedicate e che le loro richieste di asilo vengano esaminate per garantire il miglior esito possibile. Tuttavia, il processo è lungo e al momento le ragazze a Ceuta non hanno un luogo adeguato in cui alloggiare.
Tra le decine di migliaia di migranti irregolari giunti a Ceuta tra il 30 e il 31 luglio, con la probabile complicità del Marocco, la maggior parte è tornata quasi subito. Non è chiaro quanti siano rimasti, poiché le strutture di accoglienza sono sovraffollate e molti migranti non sono stati identificati, vivendo per strada. Il governo centrale ha recentemente annunciato l’apertura di nuove strutture, ma è incerto se saranno sufficienti per affrontare l’emergenza.
Il governo di Madrid ha chiarito che chiunque tenti di attraversare nuovamente il confine sarà respinto. Pur essendo tra i governi europei più aperti all’accoglienza, l’amministrazione di Sánchez sembra cercare di evitare nuove ondate migratorie e di dimostrarsi ferma di fronte a un elettorato che tende a spostarsi a destra. Nelle ultime settimane sono stati dispiegati soldati e poliziotti a Ceuta per identificare i migranti rimasti e riportarli in Marocco.
La questione dei minori non accompagnati è fondamentale, dato che un tribunale aveva condannato alcuni amministratori locali di Ceuta a nove anni di interdizione per aver rimpatriato nel 2021 55 minori. La Corte Suprema spagnola ha successivamente considerato illegali tali respingimenti, sottolineando che violano le leggi spagnole e le convenzioni internazionali a tutela dei minori.
La ministra dell’Infanzia, Sira Rego, ha sottolineato che il Partito Popolare chiede al governo di effettuare azioni illegali e accusa il suo presidente, Alberto Núñez Feijóo, di aver adottato un linguaggio simile a quello dell’estrema destra. Feijóo ha descritto la situazione come un’invasione e ha affermato che la presenza dei migranti mette a rischio le donne di Ceuta, alimentando argomentazioni razziste che collegano il numero di migranti a incidenti di criminalità.
Il governo spagnolo ha ideato un piano che prevede la distribuzione delle minori in diverse comunità autonome, come previsto dalla legge, per assicurare che vengano accolte in famiglie o strutture adatte. Fonti indicano che si sta anche prendendo in considerazione il ricongiungimento familiare in Spagna. Tuttavia, per realizzare questo piano, è necessaria la cooperazione dell’amministrazione di Ceuta, attualmente guidata da un esponente del Partito Popolare che appoggia una retorica securitaria.
La gestione dell’immigrazione è un tema di lunga data in Spagna, non limitato a Ceuta. Il governo delle Canarie ha affrontato difficoltà nella gestione dei migranti minori non accompagnati, e la Corte Suprema ha stabilito che l’amministrazione centrale deve intervenire per supportare le autonome nel gestire le richieste d’asilo.
L’intento dietro il piano di accoglienza delle 500 ragazze è di sollevare il governo di Ceuta da una responsabilità che non è in grado di gestire autonomamente e migliorare le condizioni delle minori. Tuttavia, la questione è diventata un punto controverso, con l’opposizione che intende dimostrare che nessuno dei migranti giunti a luglio può essere accolto in Spagna.