Xi Jinping conferma impegno massimo per l’emergenza in Nepal e Tibet dopo frana devastante

27.08.2026 01:05
Xi Jinping conferma impegno massimo per l'emergenza in Nepal e Tibet dopo frana devastante

Alluvione tra Tibet e Nepal: oltre 260 dispersi e mobilitazione dell’Esercito cinese

Un disastro naturale ha colpito la zona di confine tra il Tibet cinese e il Nepal, provocando moltissimi dispersi. Il presidente cinese Xi Jinping ha ordinato una massiccia risposta, inviando centinaia di militari per soccorrere le persone colpite e ridurre il numero delle perdite umane, riporta Attuale.

Il catastrofico evento è stato causato da una frana che ha invaso la regione, lasciando sul campo almeno 265 dispersi e tre corpi già recuperati. Le prime notizie riguardano il posto di frontiera di Gyirong, dove telecamere di sorveglianza hanno immortalato il momento in cui un’imponente massa di fango e acqua ha travolto il piazzale, inghiottendo decine di pullman e centinaia di persone che tentavano di mettersi in salvo.

Non si hanno ancora notizie dettagliate sugli eventi successivi alla frana, mentre la conta dei morti sembra destinate ad aumentare. Un influente imprenditore spirituale indiano, Sadhguru, ha segnalato che 77 membri di un tour erano presenti al valico di Gyirong durante il disastro, evidenziando la gravità della situazione senza informazioni precise sui presenti nel luogo.

In risposta alla calamità, la mobilitazione dei soccorsi si è rivelata significativa, con oltre 30.000 articoli raccolti, tra cui tende, kit di cucina e attrezzature di emergenza. L’Esercito popolare di liberazione ha dispiegato centinaia di uomini e una squadra specializzata composta da ingegneri e geologi, dotata di droni per la ricerca delle persone rimaste intrappolate e strumenti avanzati per identificare fonti di calore nei detriti.

Il villaggio di Gyirong, dove vivevano circa 4.000 residenti, è stato duramente colpito dalla calamità. Il valico di confine è attualmente oggetto di importanti lavori di sviluppo nel quadro dell’iniziativa “Nuove vie della Seta” promossa da Xi Jinping. La risposta cinese, caratterizzata dai messaggi ufficiali che sottolineano l’importanza della gestione dell’emergenza, mette in luce non solo l’urgenza della situazione, ma anche le complicazioni derivanti dall’attuazione di progetti infrastrutturali in una regione già vulnerabile.

Le autorità locali continueranno a monitorare la situazione, mentre le operazioni di soccorso sono ostacolate dalle condizioni ambientali avverse, inclusi fango e detriti accumulati lungo i percorsi di accesso.

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