Rondoni al Meeting di Rimini: “Liberare le energie dei giovani per un futuro migliore”

31.08.2026 06:15
Rondoni al Meeting di Rimini: "Liberare le energie dei giovani per un futuro migliore"

La voce dei giovani italiani si fa sentire: Davide Rondoni al Meeting di Rimini

“Come diceva don Giussani, i giovani hanno un solo grande problema: gli adulti. In particolare gli adulti che non comunicano speranza”. Non è casuale il richiamo a Giussani, poiché l’eco del Meeting di Rimini è ancora viva, dove migliaia di ragazzi hanno preso parte all’evento. Proprio al Meeting, il poeta Davide Rondoni è emerso come figura centrale con il suo manifesto “Per una giovane Italia”, che sta portando in giro per la penisola insieme a un gruppo di giovani artisti, riporta Attuale.

Rondoni incita i giovani a ribellarsi contro il sistema: “È come se sentissi la responsabilità di insorgere rispetto a un sistema radicato da tempo, che per rincorrere il posto fisso o le pensioni sta perdendo i suoi giovani. Ma non penso che ci sia bisogno di politiche rivolte ai soli ragazzi, tantomeno di un conflitto generazionale, perché un Paese di vecchi e per vecchi non fa bene neanche ai vecchi stessi. Servono politiche per il Paese che abbiano i giovani come focus”.

Non si tratta quindi di assistenzialismo: “Bisogna liberare energie perché possano mettersi presto in moto. Si dice che i ragazzi vanno via dall’Italia per i salari bassi, ma questi non sono la causa del problema, ne sono un effetto. Bisogna agire a monte”.

Ma da dove cominciare? “Con una scuola dei talenti e non dell’enciclopedia: ne ho parlato con il ministro Valditara, spero che presto possa partire una sperimentazione. E con l’abolizione del valore legale del titolo di studio, perché università garantite dal rilascio di un certificato spesso non gareggiano fra loro in qualità, non selezionano classe dirigente e servono più ai professori che agli studenti”.

Una proposta che desterà sicuramente discussione: “Proporrò al Cnel un seminario, con il presidente Brunetta inviteremo rappresentanti del mondo accademico. Mi sembra che il ministro Bernini abbia coscienza della questione, su cui c’è ancora molto da fare. Un esempio: in Italia ci sono una marea di conservatori e poche orchestre giovanili. È questo il sistema da ribaltare”.

X Riformare la formazione potrebbe risolvere anche il problema dell’accesso al mondo del lavoro? “No, bisogna anche mettere mano agli ordini professionali. C’è un problema di formazione infinita che alimenta solo se stessa: dopo l’università ci sono stage a ripetizione, poi tirocini sottopagati, mentre altrove a 24 anni già si corre”.

Quali misure concrete potrebbero essere adottate? “Piuttosto che chiedere continui patentini, non si potrebbe pensare a meccanismi simili a quelli messi in campo per le aziende, sostenendo ad esempio con sgravi fiscali o tramite le casse mutue i professionisti che offrono ai praticanti una retribuzione dignitosa? I nostri ragazzi vincono le Olimpiadi, ma per fare gli architetti vanno in Australia”.

Questo è un problema che riguarda soltanto alcune categorie professionali? “Serve una riflessione interministeriale, valuterò il governo su quanto viene presa sul serio tutta la questione, che girando l’Italia mi accorgo essere sentitissima”.

La forte presenza di giovani al Meeting di Rimini rappresenta un segnale di risveglio? “Il risveglio è dei media che se ne sono accorti. Al Meeting i giovani ci sono sempre stati. Di fronte alle notizie allarmanti su disagi e devianze, il Meeting mostra ragazzi attivi, propositivi. Il problema non sono i giovani, ma le proposte che incontrano”.

Allora dove va cercata la risposta all’emergenza educativa? “Da 50 anni si discute di emergenza educativa. L’Italia è sempre stata un Paese di grandi educatori, Montessori, don Bosco, don Giussani, don Milani. Piuttosto che rincorrere i sociologismi forse dovremmo guardare a loro per dare quelle risposte forti che la forte domanda di senso dei nostri ragazzi ci richiede. Il Meeting è un esempio di tutto questo”.

r. m.

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