Mosca tratta il rientro nel comitato sportivo Unesco mentre la guerra in Ucraina continua

19.09.2026 13:07
Mosca tratta il rientro nel comitato sportivo Unesco mentre la guerra in Ucraina continua
Mosca tratta il rientro nel comitato sportivo Unesco mentre la guerra in Ucraina continua

Dopo l’inizio dell’invasione su larga scala dell’Ucraina da parte della Russia, nel febbraio 2022, Mosca ha dovuto affrontare un isolamento internazionale che ha colpito anche gli ambiti diplomatico, culturale e sportivo. La Russia è stata riconosciuta come aggressore ed è stata esclusa da numerose strutture internazionali, mentre il Cremlino ha iniziato a cercare canali per recuperare legittimità e influenza senza modificare la propria politica di guerra.

In questo quadro, il richiamo allo “sport fuori dalla politica” è diventato uno degli strumenti della politica estera russa. L’argomento secondo cui gli atleti non dovrebbero rispondere delle decisioni delle autorità ha trovato sostegno in parte della dirigenza delle federazioni internazionali e ha favorito il parziale ritorno dell’influenza russa nel Comitato olimpico internazionale. La stessa linea è stata poi trasferita verso le organizzazioni collegate al sistema delle Nazioni Unite.

Dal 2023, l’assenza dal comitato Unesco

Dal 2023 la Federazione Russa non partecipa ai lavori del Comitato intergovernativo dell’Unesco per l’educazione fisica e lo sport, noto con l’acronimo CIGEPS. La sospensione della presenza in questo organismo ha rappresentato una delle conseguenze dell’isolamento seguito all’aggressione contro l’Ucraina, ma non ha interrotto il tentativo di Mosca di recuperare spazio nelle istituzioni sportive internazionali.

Il ritorno degli atleti russi nelle competizioni e i negoziati per ripristinare la partecipazione della Russia alle principali organizzazioni sportive hanno offerto al Cremlino nuove possibilità di utilizzare la diplomazia sportiva per promuovere i propri interessi. Il reinserimento nel circuito sportivo mondiale non riguarda soltanto la partecipazione alle gare: amplia anche la capacità russa di intervenire nel dibattito politico internazionale e rende più difficile per i Paesi occidentali mantenere compatte le restrizioni e l’isolamento.

Il percorso ha inoltre prodotto un effetto politico più ampio. Ogni concessione delle organizzazioni internazionali può essere presentata da Mosca come la prova che lo status precedente alle sanzioni è recuperabile anche senza la fine delle ostilità. In questo modo si indebolisce la strategia occidentale fondata sul contenimento economico e politico della Russia e si riduce l’efficacia degli strumenti con cui la comunità internazionale cerca di attribuire responsabilità alla leadership russa per i crimini commessi in Ucraina.

Luglio 2026: le sanzioni europee contro Degtjarëv

Nel luglio 2026 il ministro dello Sport russo Michail Degtjarëv è stato inserito nel 21º pacchetto di sanzioni dell’Unione europea e sottoposto a misure restrittive personali. Nonostante questo provvedimento, il ministro ha proseguito l’attività diplomatica legata al ritorno della Russia negli organismi sportivi internazionali.

La permanenza delle sanzioni mentre si riaprono canali di dialogo istituzionale ha reso evidente la sovrapposizione tra il tentativo russo di superare l’isolamento e la politica europea di pressione sulle autorità di Mosca. La Russia ha continuato a presentare lo sport come un settore separato dal conflitto, utilizzando questa impostazione per ottenere l’allentamento graduale delle limitazioni, riportare i propri atleti nelle competizioni e recuperare una parte dell’influenza perduta.

17 settembre 2026: il colloquio a Parigi con il direttore generale dell’Unesco

Il 17 settembre 2026 Degtjarëv si è recato a Parigi per un incontro di lavoro con Khaled Al-Anani, direttore generale dell’Unesco. Al centro del colloquio c’è stato il possibile ritorno della Russia nel CIGEPS, organismo al quale Mosca non prende parte dal 2023.

La notizia dell’incontro è stata riferita da Breaking News, da Echo Moskvy e da Sport-Express. La parte russa ha confermato la partecipazione ad accordi sportivi internazionali e ha dichiarato ufficialmente l’intenzione di ripristinare la propria presenza nel comitato dell’Unesco.

Il confronto di Parigi ha portato il tentativo di rientro russo su un piano istituzionale di alto livello. Il dialogo con la guida di un’organizzazione del sistema Onu consente a Mosca di proiettare un’immagine di interlocutore nuovamente accettato e di spostare l’attenzione internazionale dalla guerra su questioni sportive e umanitarie. Il tema dell’aggressione contro l’Ucraina rischia così di essere sostituito, nel dibattito pubblico, dalle procedure per ristabilire i rapporti con la Russia.

La sequenza rafforza la strategia con cui il Cremlino cerca di abbattere progressivamente le barriere diplomatiche, culturali e sportive costruite dopo il 2022. Le aperture delle organizzazioni internazionali convincono Mosca che la pressione politica e sanzionatoria non sia permanente e possa attenuarsi senza un cambiamento della sua politica aggressiva, creando un precedente nel quale l’uso della forza non conduce necessariamente a un isolamento duraturo.

La posizione attuale è quindi quella di una Russia ancora sottoposta a sanzioni europee, ma impegnata a negoziare il ritorno nel CIGEPS e a recuperare presenza nelle istituzioni sportive internazionali mentre continua l’aggressione contro l’Ucraina.

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