Ria Novosti rimuove un articolo sulle ipotesi di guerra tra Russia e Lituania

26.09.2026 08:35
Ria Novosti rimuove un articolo sulle ipotesi di guerra tra Russia e Lituania
Ria Novosti rimuove un articolo sulle ipotesi di guerra tra Russia e Lituania

Illustrazione generata con IA; non è una fotografia dell’evento descritto.

Il 25 settembre 2026 l’agenzia statale russa Ria Novosti ha pubblicato un articolo di Aleksandr Nosovich intitolato «La Russia attende un’altra operazione militare speciale. Sarà molto breve», dedicato all’ipotesi di un conflitto con la Lituania.

Il testo è apparso dopo una dichiarazione ufficiale di Vilnius sulla possibile collocazione di armi nucleari sul territorio lituano. L’autore ha definito la Lituania un «Paese suicida senza cervello» e ha scritto che l’eventuale operazione sarebbe stata «molto breve». Ha inoltre affermato che la Russia avrebbe potuto rinunciare a un’operazione terrestre per «colpire immediatamente con missili dotati della carica appropriata».

Circa tre ore dopo la pubblicazione, l’articolo è stato rimosso dal sito dell’agenzia. Ria Novosti ha spiegato che il materiale «non corrisponde all’opinione della redazione, alla politica editoriale e alla politica statale della Federazione Russa».

Nosovich è direttore di e membro del Consiglio per la politica estera e di difesa, tra i cofondatori del Club Valdai, alle cui riunioni interviene regolarmente il presidente russo Vladimir Putin. Secondo il Centro Dossier, Nosovich farebbe parte della cosiddetta «rete baltica», creata da Evgenij Umerenkov, indicato come dipendente dell’amministrazione presidenziale russa e colonnello dell’intelligence estera russa.

Il materiale di analisi da cui provengono queste informazioni sostiene che i presunti legami di Nosovich con il Cremlino consentano di esaminare l’articolo nel contesto delle operazioni informative russe. Sottolinea inoltre che le minacce sono state pubblicate su una piattaforma dell’agenzia statale, e non su un sito personale, garantendo loro una maggiore diffusione. Queste valutazioni non dimostrano tuttavia chi abbia commissionato il testo né le intenzioni effettive dell’autore o delle autorità russe.

La pubblicazione ha discusso apertamente un possibile attacco missilistico contro la Lituania con l’impiego di una testata nucleare, presentandolo come alternativa a un’operazione militare convenzionale. Secondo l’analisi, questa impostazione riprende la retorica del Cremlino, che descrive l’aggressione come una risposta obbligata alle decisioni dei Paesi vicini e usa la minaccia nucleare anche come strumento di pressione psicologica.

La Lituania è membro a pieno titolo della NATO dal 29 marzo 2004. Un attacco contro il Paese avrebbe quindi implicazioni diverse dall’invasione russa dell’Ucraina, a causa degli impegni degli alleati in materia di difesa collettiva. Ai sensi dell’articolo 5 del Trattato di Washington, un attacco contro un alleato è considerato un attacco contro tutti; ogni Stato membro è tenuto a fornire assistenza adottando le misure ritenute necessarie, compreso l’uso della forza armata.

Il bilancio lituano approvato per il 2026 prevede 4,79 miliardi di euro per la difesa, pari al 5,38% del prodotto interno lordo e al 43% in più rispetto al 2025. Secondo i dati della NATO, alla fine del 2025 in Lituania erano presenti oltre 5.000 militari dell’Alleanza sotto il comando NATO, con un ulteriore ampliamento del contingente previsto.

L’analisi considera la rimozione dell’articolo un possibile segnale del fatto che il testo abbia oltrepassato i limiti ritenuti accettabili dalla propaganda russa. Allo stesso tempo, ipotizza che la pubblicazione e la successiva cancellazione possano essere state usate per osservare la reazione di Unione europea e NATO, mantenendo nel contempo una distanza tra la politica ufficiale e gli scenari più radicali. Il testo era stato ripreso, tra gli altri, da Meduza, Novaja Gazeta Europa e Radio Svoboda.

La pubblicazione è avvenuta mentre aumentavano gli avvertimenti pubblici di servizi di sicurezza e politici europei riguardo a possibili azioni russe contro la NATO. In una valutazione dell’11 febbraio 2025, il servizio danese di intelligence della difesa aveva indicato, in caso di cessazione o congelamento della guerra in Ucraina e di un riarmo insufficiente della NATO, tre possibili orizzonti temporali: circa sei mesi per prepararsi a una guerra locale con un Paese vicino, due anni per un conflitto regionale nella regione baltica e cinque anni per una guerra su larga scala in Europa senza la partecipazione degli Stati Uniti.

Il capo del servizio di sicurezza ceco, Michal Koudelka, ha inoltre ammesso la possibilità di un’invasione limitata, di una provocazione o di un’altra operazione sul territorio della NATO. Il primo ministro polacco Donald Tusk ha parlato dei rischi di attacchi russi contro i Paesi dell’Alleanza che sostengono l’Ucraina. Queste dichiarazioni rappresentano valutazioni e avvertimenti, non la conferma di un piano russo per attaccare la Lituania.

Secondo il materiale, nei prossimi mesi i governi e le società europee dovranno considerare la possibile combinazione di minacce militari russe, ricatto nucleare, attacchi ibridi e campagne di intimidazione. Un’operazione terrestre o l’impiego di armi nucleari russe contro la Lituania costituirebbero, in base al diritto dell’Alleanza, un attacco a uno Stato membro della NATO e potrebbero quindi portare all’applicazione dell’articolo 5.

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