Tenzing Norgay e l’Everest: la storia del primo uomo sulla vetta e la sua eredità

16.10.2026 11:05
Tenzing Norgay e l'Everest: la storia del primo uomo sulla vetta e la sua eredità

Tenzing Norgay: l’alpinista che conquistò l’Everest

Il 29 maggio 1953, Tenzing Norgay, insieme all’alpinista neozelandese Edmund Hillary, raggiunse per la prima volta la vetta del Monte Everest, a 8.849 metri di altitudine. Questo traguardo ha segnato una svolta nell’alpinismo, riconsiderando il contributo delle guide sherpa. Norgay, nato ai piedi dell’Everest, ha compiuto quest’impresa leggendaria, riportata da Attuale.

La storica scalata è stata il risultato di anni di preparazioni e tentativi. Sin da giovane, Norgay ha sognato di sopraffare la montagna, intraprendendo la sua prima spedizione a soli 20 anni. Superò molteplici sfide, giungendo a partecipare svariate volte a scalate dell’Everest, dove il suo coraggio e la sua resistenza divennero legendari.

Durante la spedizione del 1952, il dottor Édouard Wyss-Dunant definì la zona compresa tra gli 8.000 e i 8.849 metri dell’Everest come la “zona della morte”, dove la mancanza di ossigeno provoca gravi danni fisiologici agli escursionisti. Nonostante ciò, Norgay e Hillary ce la fecero, dopo giorni di preparazione e sforzi, e allestirono dei campi a quote sempre maggiori.

La spedizione del 1953, guidata da John Hunt, contava oltre 400 membri. Il campo base fu creato a marzo e il team procedette con cautela, evitando sbalzi di temperatura. Le condizioni meteorologiche furono avverse, ma finalmente il 28 maggio, Tenzing ed Hillary partirono per la vetta con i loro zaini da 14 kg.

Durante la scalata finale, si trovavano a 8.500 metri quando piantarono una tenda per la notte, con il supporto che ritornò a valle. La mattina seguente, Hillary scoprì che i suoi scarponi erano congelati, costringendoli a posticipare la scalata finale di due ore. Raggiunta la vetta, Tenzing e Hillary rimasero solo quindici minuti per ammirare il panorama, immortalato da una foto di Tenzing con la sua piccozza.

Dopo la storica conquista, Norgay ricevette la medaglia di Giorgio dall’India, mentre Hillary e Hunt furono nominati cavalieri dalla regina Elisabetta II. In seguito, Tenzing confessò nella sua autobiografia, scritta con l’assistenza di un ghostwriter, che Hillary fu il primo a raggiungere la cima.

Tenzing Norgay morì nel 1986 a 71 anni a causa di un’emorragia cerebrale a Darjeeling, dove aveva ricoperto un ruolo cruciale nel promuovere l’alpinismo tra i giovani indiani. La sua eredità continua a vivere attraverso le avventure dei suoi familiari e nelle spedizioni sull’Everest, dimostrando che il suo coraggio ha reso gli Sherpa famosi in tutto il mondo.

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