Mbappé perde sponsor cinesi per una battuta su Mao Zedong

27.10.2026 10:45
Mbappé perde sponsor cinesi per una battuta su Mao Zedong

Kylian Mbappé perde sponsorizzazioni dopo commenti su Mao Zedong

Due importanti aziende cinesi hanno interrotto le loro collaborazioni con Kylian Mbappé, attaccante del Real Madrid e capitano della nazionale francese, a seguito di una battuta che il calciatore ha fatto su Mao Zedong, fondatore del regime comunista cinese, riporta Attuale. Le aziende coinvolte sono Dongpeng, specializzata in bevande energetiche, e Mengniu, famosa per i suoi prodotti caseari. La decisione è stata presa dopo la diffusione di un video in cui Mbappé dichiarava che il meme più divertente che avesse mai visto era quello in cui il suo volto era stato sovrapposto a quello di “un tizio, credo fosse un dittatore cinese”.

Il calciatore si riferiva a un meme che lo ritraeva accanto a Mao Zedong e altre figure storiche cinesi. In Cina, i commenti riguardanti Mao sono considerati altamente irrispettosi e avvolti da un certo tabù. La controversia è exacerbata dal fatto che Mbappé ha implicitamente etichettato Mao come dittatore. A titolo di esempio, lo scorso agosto, un artista dissidente è stato condannato a tre anni di carcere per aver realizzato statue satiriche di Mao Zedong.

I meme associati a Mbappé e Mao Zedong fanno parte di una serie di immagini che, durante i Mondiali di calcio della scorsa estate, hanno accostato il calciatore francese a figure autoritarie, rappresentate come generali che controllano il gioco. Mbappé, considerato uno dei calciatori più forti al mondo, ha la reputazione di essere una persona schietta e autoritaria, spesso esercitando un certo grado di controllo nelle squadre in cui gioca.

In passato, Mbappé ha espresso sentimenti contrastanti riguardo a questi meme, riconoscendo il loro aspetto leggero, ma sottolineando anche la mancanza di consapevolezza sui danni storici causati dalle figure autoritarie.

Fino a questo spiacevole episodio, Mbappé godeva di grande popolarità in Cina, dove durante i Mondiali erano molto diffusi gli spot pubblicitari in cui promuoveva le bevande di Dongpeng, sfruttando tecnologie di intelligenza artificiale.

Un episodio analogo, ma su scala molto più ampia, si era verificato nel 2019 con la NBA, il principale campionato di basket nordamericano, che ha affrontato una crisi nei rapporti con la Cina. Durante le manifestazioni di Hong Kong, in cui i cittadini richiedevano maggiori libertà, Daryl Morey, allora direttore generale degli Houston Rockets, pubblicò un messaggio di sostegno ai manifestanti. La reazione di Pechino fu immediata: la televisione di Stato smise di trasmettere le partite della NBA per quasi un anno e diverse aziende cinesi interruppero le loro collaborazioni commerciali con la lega, provocando enormi perdite economiche.

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