Mary Peltola, candidata democratica al Senato in Alaska, accusata di manovre scorrette nella campagna

30.10.2026 11:15
Mary Peltola, candidata democratica al Senato in Alaska, accusata di manovre scorrette nella campagna

Mary Peltola: dilemmi e polemiche nella corsa elettorale per il Senato in Alaska

DALLA NOSTRA CORRISPONDENTE
NEW YORK – Il caso «Dan Sullivan» rappresenta un autogol significativo per il partito democratico. Mary Peltola, candidata democratica al Senato, era in vantaggio di due punti percentuali sul suo avversario Dan Sullivan, secondo i sondaggi, e le previsioni (Polymarket) le attribuivano il 74% di probabilità di vittoria nella corsa per il Senato in Alaska, un territorio dove un democratico non vince dal 2008. Tuttavia, a seguito della controversia legata a Sullivan, le sue possibilità sono scese al 69%, sollevando preoccupazioni riguardo ai potenziali ostacoli che l’amministrazione Trump potrebbe frapporre alla certificazione del voto, nel caso di una sua possibile vittoria, riporta Attuale.

La campagna di Peltola ha fermamente negato qualunque coinvolgimento nell’organizzazione della candidatura di Dan J. Sullivan Jr., insegnante in pensione e omonimo del senatore repubblicano Dan S. Sullivan, rivale di Peltola.

Donald Trump ha accusato i democratici di aver orchestrato quella candidatura per creare confusione e favorire la loro candidata, ma senza fornire evidenze concrete. Il Dipartimento della Giustizia ha richiesto a un tribunale federale di bloccare temporaneamente la certificazione dei risultati in caso di una sconfitta repubblicana per un margine minimo, sebbene esperti legali abbiano affermato che tali richieste non avessero fondamenti solidi.

Recentemente, il New York Times ha rivelato che alcuni collaboratori di Peltola, di cui la candidata era a conoscenza, hanno reclutato Dan J. Sullivan. Tra i collaboratori figurano Jerid Kurtz, un consulente politico dell’Ohio, e Anton McParland, capo dello staff di Peltola, che avrebbe chiesto aggiornamenti sull’operazione. Anche altri membri del Democratic Senatorial Campaign Committee (DSCC) sono coinvolti.

Operazioni segrete per includere candidati nelle schede elettorali al fine di danneggiare gli avversari non sono nuove né illegali, ma destano preoccupazioni etiche e forniscono munizioni a Trump per ostacolare la certificazione del voto.

Dopo la pubblicazione dell’articolo del New York Times, Trump ha richiesto la rimozione di Peltola e Dan J. Sullivan dalle schede elettorali e ha invocato azioni legali contro di loro. Il governatore repubblicano dell’Alaska, Mike Dunleavy, ha avviato un’inchiesta, aumentando la tensione in vista delle elezioni, soprattutto se il controllo del Senato dovesse dipendere dal voto in Alaska.

La fonte principale dell’articolo è Elisa Rios, licenziata da Peltola ad agosto, portando ulteriormente sotto i riflettori la personalità complessa della candidata. Peltola ha dimostrato di essere una figura significativa per l’Alaska, diventando la prima indigenza dell’Alaska a ricevere un seggio nella Camera dei Rappresentanti, ma ha anche dovuto affrontare critiche per il suo stile di leadership, che ha visto esplosioni di rabbia e conflitti con il personale.

Mary, 53 anni, figlia di una madre Yup’ik e di un padre bianco, ha sempre voluto fare politica, seguendo le orme dei suoi genitori attivi nella politica locale. La sua infanzia è stata segnata dalla tradizione e dalla cultura indigene, esperienze che influenza la sua identità e le sue posizioni politiche, che riflettono le complessità del suo Stato. È sostenitrice di politiche ambientali, ma anche a favore dello sfruttamento delle risorse naturali, mostrando così una dualità che la rappresenta.

Peltola ha ricoperto diversi ruoli e ha lottato per i diritti dei nativi, inclusa la lotta contro le restrizioni sulle pratiche di pesca che danneggiano la comunità Yup’ik. Tuttavia, la sua carriera è stata segnata da tragedie personali, inclusa la recente morte del marito in un incidente aereo, che hanno impattato il suo rendimento e la sua percezione pubblica.

Nonostante i suoi sforzi, Peltola ha perso la rielezione nel 2024 e si è trasferita a Anchorage, dove ha lavorato in lobbying e come docente presso l’Università di Chicago. Il leader della minoranza democratica al Senato, Chuck Schumer, l’ha invitata a tornare in politica, sostenendo la sua candidatura per il Senato, credendo fermamente nel suo potenziale come rappresentante per l’Alaska.

Anche se Peltola può sembrare affabile in pubblico, ha mostrato tratti di impulsività che hanno sollevato indignazione tra i suoi collaboratori. Ha affrontato difficoltà relazionali durante il suo mandato e ha recentemente preso le distanze da Kamala Harris, cercando di navigare la sua campagna elettorale con un focus sul benessere della comunità. La questione del suo comportamento e delle sue emozioni potrebbe rivelarsi un collegamento con i suoi elettori, i quali si identificano con le sue lotte.

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